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CronacaTorino

Il giorno dopo l’incendio scoppiato a Beinasco, ancora odore acre e divieto di consumare ortaggi: si indaga

Si indaga per capire cosa sia successo

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BEINASCO – Ancora odore acre nell’aria, gli ultimi focolai ormai spenti. Quel che rimane del vasto incendio divampato ieri mattina nella zona industriale di Beinasco. La densa colonna di fumo del rogo scoppiato nei locali dell’azienda Speed Service si vedeva a chilometri di distanza, fino a Torino.

Escluso il coinvolgimento di persone mentre sono in corso le operazioni di indagine relative alle cause dell’innesco e propagazione delle fiamme da parte dei carabinieri di Moncalieri e del nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco.

Intanto il primo cittadino, Daniel Cannati, per precauzione, ha annunciato la chiusura della scuola dell’infanzia “Aleramo” e tramite un messaggio lasciato sui social ieri scrive:

A causa del fenomeno dell’inversione termica con l’abbassarsi delle temperature in alcune zone della città è tornato a sentirsi odore di bruciato. È importante continuare a tenere le finestre chiuse per precauzione, il monitoraggio di ARPA continuerà per tutta la notte, e domani vi comunicheremo i nuovi risultati.
Le famiglie evacuate sono tornate nelle loro abitazioni. A scopo precauzionale ARPA raccomanda di non consumare ortaggi coltivati nel raggio di 400m dal luogo dell’incendio.

Una misura, quest’ultima, resasi necessaria a causa della ricaduta dei fumi neri che, nelle fasi più intense del rogo, hanno trasportato sostanze derivanti dalla combustione di gomme e plastiche.

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