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Presidio di Extinction Rebellion davanti a Palazzo Lascaris a Torino: deposta una bara per la «strage» da inquinamento – FOTO
«Ogni anno a Torino più di 900 persone muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico. Ma il Consiglio è bloccato da settimane dai suoi stessi scandali»
TORINO – “Piemonte cambia: ci manca l’aria”. Lo striscione esposto questa mattina dai manifestanti di Extinction Rebellion di fronte a Palazzo Lascaris a Torino allude «alla mancanza di politiche strutturali per la riduzione dell’inquinamento» e alla «paralisi dei lavori a causa delle scandalo Chiorino-Delmastro».
Due emergenze: scandali e inquinamento
Il presidio di protesta si è attivato poco prima che iniziasse la seduta del Consiglio Regionale, che ha sede proprio a Palazzo Lascaris: qui, una decina di persone, vestite di nero e con il viso coperto da mascherine antismog, ha affisso lo striscione e depositato una bara di fronte all’ingresso. «Oggi abbiamo due emergenze» – spiegano gli attivisti – «una che occupa le prime pagine e una che riempie i nostri polmoni. Ogni anno solo a Torino più di 900 persone muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico. Una strage silenziosa, costante, di cui non si parla. Sono morti premature, in gran parte evitabili. Questa è la crisi di cui la Regione dovrebbe occuparsi. Invece il Consiglio è bloccato da settimane dai suoi stessi scandali e continua a rimandare politiche strutturali serie per ridurre lo smog».
Limiti di particelle inquinanti ampiamente superati
Extinction Rebellion denuncia che da anni le ricerche sulla qualità dell’aria in Piemonte descrivono «una situazione disastrosa», soprattutto per quanto riguarda il particolato atmosferico composto da minuscole particelle solide e liquide, così piccole da entrare nei polmoni e nel sangue. Nel 2025 – sottolineano – ARPA Piemonte ha registrato nell’area metropolitana torinese concentrazioni medie annuali di PM2.5 fino a 20 microgrammi per metro cubo e di PM10 fino a 29 microgrammi: oltre quattro volte superiori ai limiti per la salute umana fissati dall’OMS. «Ogni anno solo a Torino più di 900 persone muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico, principalmente bambini, anziani e persone con fragilità. Il particolato infatti aumenta il rischio di tumore al polmone, di malattie cardiovascolari e di ictus, oltre che di patologie respiratorie croniche» continuano.
Le dichiarazioni di Marnati
Secondo il movimento ambientalista, la risposta a questa emergenza di chi amministra la Regione Piemonte non è stata sufficiente. Nel mirino le parole le dichiarazioni dell’assessore regionale all’ambiente – oggi vicepresidente regionale – Matteo Marnati, rilasciate il 9 febbraio scorso, secondo il quale «Le molecole di carbonio che ci sono a Torino sono meno tossiche che altrove, lo proveremo con studi scientifici ad hoc». «Affermare che a Torino gli inquinanti siano meno pericolosi che altrove, senza riferimenti scientifici solidi, confonde le persone e aumenta un clima di sfiducia» – dichiara Extinction Rebellion – «Domani, 22 aprile, sarà la giornata della Terra – ma a noi non manca una ricorrenza: manca l’aria in questa Regione tossica. Fino a quando dovremo contare le nostre morti per la vostra incompetenza?».
Cosa dicono i dati?
Nel 2025, in realtà, secondo i dati diffusi dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA) la qualità dell’aria in Piemonte si è confermata in miglioramento, pur con alcune criticità. Era emerso un quadro in evoluzione: meno inquinanti storici, ma difficoltà ancora presenti per le polveri sottili e l’ozono nei periodi più critici dell’anno.
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