BiellaCulturaSocietà
In memoria del voto del 1599: in pellegrinaggio da Biella al Santuario di Oropa, presente anche il ministro Pichetto
Il vescovo Farinella: «Che cosa significa oggi mantenere quel voto? Significa affidarsi, ancora. Non solo per le paure di ieri, ma per quelle di oggi»
OROPA – È iniziato all’alba di oggi, 3 maggio, da piazza Duomo il pellegrinaggio da Biella al Santuario di Oropa (BI). Si tratta di uno degli appuntamenti più significativi per la comunità biellese, che ogni anno rinnova il voto pronunciato nel 1599.
Dopo la processione, è stata celebrata la messa, presieduta dal vescovo Roberto Farinella: «Camminare insieme, all’alba, nella fatica e nel silenzio: questa è la fede. Non comoda, non individuale. Fede è camminare insieme, è portare i pesi gli uni degli altri, è non lasciare indietro nessuno» – così il pastore durante l’omelia – «E allora una domanda: che cosa significa oggi mantenere quel voto? Significa affidarsi, ancora. Non solo per le paure di ieri, ma per quelle di oggi: divisioni, solitudini, smarrimento. Il voto viene adempiuto quando diventa vita: pace cercata, bene condiviso, attenzione a chi è solo, speranza per i giovani e anziani, cura per chi soffre. Perché il rischio è chiaro: un rito senza vita si svuota, una tradizione senza cuore si spegne».
Come vuole la tradizione, nel corso della celebrazione il sindaco Marzio Olivero ha deposto il “Cuore della città di Biella” davanti alla Madonna Nera nella basilica antica. La posa dell’oggetto votivo si è svolta alla presenza delle autorità cittadine, provinciali e regionali: tra loro c’era anche il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin (originario di Veglio, provincia di Biella). Il rettore del Santuario, don Michele Berchi, ha evidenziato come la deposizione della corona davanti alla Madonna «è un gesto laico, di quella laicità che non solo non è nemica della religione, non solo non ne è antagonista, ma che riconosce, pur distinguendosi, che è proprio dal cristianesimo che nascono quei valori su cui è possibile costruire una vera società laica e multiculturale. È per quel “date a Cesare ciò che è di cesare e a Dio ciò che è di Dio” di evangelica memoria, che è possibile convivere e costruire una società pacifica».
Al termine della messa, la sala della biblioteca del Santuario è stata intitolata a Mario Coda, storico e politico di area socialista morto l’anno scorso a 91 anni. Per molti anni, come ricordato durante l’intitolazione, Coda è stato bibliotecario onorario e fonte di ispirazione per il suo amore verso la storia e verso il luogo: «Dedicare questa sala significa riconoscere ciò che ha dato: un esempio di servizio, di rigore, di gentilezza e di fedeltà» ha spiegato l’amministratore delegato Giancarlo Macchetto.
Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

