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CronacaTorino

Scontri davanti Askatasuna al corteo del Primo Maggio: la Digos identifica dieci persone

Tra i reati ipotizzati c’è la violenza a pubblico ufficiale

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TORINO – Al termine del corteo del Primo maggio, dopo i discorsi di rito del sindaco Stefano Lo Russo e di Giuseppe Filippone, segretario generale della Cisl Torino-Canavese, lo spezzone sociale, guidato dagli attivisti di Askatasuna, ha deciso di proseguire verso Vanchiglia.

Gli scontri

Già durante Altri Mondi Festival della scorsa settimana, gli attivisti di Askatasuna avevano annunciato di voler festeggiare la Festa dei lavoratori dentro la struttura che era stata la loro casa per 30 anni.

Il Primo Maggio al grido di “Inizia l’assedio, inizia la guerriglia. Sono ancora in giro i ragazzi di Vanchiglia”, in circa un migliaio si sono diretti proprio verso l’ex centro sociale occupato, ampiamente blindato e protetto dalle forze dell’ordine. Davanti ad Askatasuna i manifestanti sono stati accolti dagli idranti delle forze dell’ordine e sono cominciati gli scontri. Durante i disordini è stato sfondato anche un cancello del cortile del centro sociale, ma gli autonomi, respinti, non sono riusciti a entrare.

Gli identificati della Digos

La Digos di Torino ha identificato una decina di persone per i disordini scoppiati davanti al centro sociale Askatasuna. Gli investigatori, secondo quanto si apprende, sono al lavoro per individuare altri partecipanti agli scontri attraverso l’analisi di immagini e video.

Tra i reati ipotizzati, riporta Ansa, c’è la violenza a pubblico ufficiale. Nel corso della giornata lo spezzone sociale ‘Torino è partigiana’, in cui erano presenti anche autonomi del centro sociale sgomberato il 18 dicembre scorso, aveva deviato dal percorso del corteo tradizionale.

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