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Incidente mortale alla Centrale del Latte di Torino, la Fit Cisl ha proclamato 8 ore di sciopero

Si terrà un presidio dalle ore 10 alle ore 12 davanti alla Centrale del Latte di Torino

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TORINO – Il 48enne Raffaele Settembre è l’operaio rimasto ucciso per un infortunio sul lavoro alla Centrale del Latte di Torino.

L’incidente si è verificato oggi intorno alle ore 13 in via Filadelfia 220, quartiere Santa Rita: qui, da una prima ricostruzione, il magazziniere coinvolto avrebbe riportato un violento trauma cranico a seguito di una caduta che ne ha purtroppo causato il decesso. L’infortunio mortale sembrerebbe essere avvenuto durante operazioni di movimentazione merci.

Su quanto successo è intervenuta Stefania Barattini, coordinatrice regionale del dipartimento Logistica della Fit Cisl Piemonte che tramite una nota esprime cordoglio per la morte di Settembre e annunciando uno sciopero di 8 ore indetto per la giornata di domani:

Apprendiamo con sgomento e dolore di una altra tragedia sul lavoro avvenuta oggi a Torino e che ha spezzato la vita di Raffaele Settembre, un operaio di 47 anni, iscritto al nostro sindacato, la Fit Cisl. Alla famiglia di Raffaele, ai colleghi e a tutte le persone colpite da questa perdita devastante, la Fit Cisl di Torino e Piemonte esprime vicinanza e sincero cordoglio.

La Fit Cisl ha proclamato 8 ore di sciopero per la giornata di domani come segnale di dolore, rispetto e mobilitazione, affinché la sicurezza torni ad essere una priorità assoluta in ogni luogo di lavoro. Nel corso della mobilitazione si terrà inoltre un presidio dalle ore 10 alle ore 12 davanti alla Centrale del Latte di Torino, in via Filadelfia 220, per chiedere verità, giustizia e maggiori tutele per tutte le lavoratrici e i lavoratori.

La Fit Cisl di Torino e Piemonte chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto attraverso accertamenti rapidi e rigorosi per verificare eventuali responsabilità e il pieno rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza.

Non si può continuare a parlare di fatalità, servono controlli più stringenti, investimenti concreti nella prevenzione, formazione continua e una cultura del lavoro che metta al centro la vita delle persone e non soltanto la produttività.

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