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Firmata a Cuneo l’intesa per l’accoglienza dei lavoratori stagionali stranieri nel settore ortofrutticolo
Servirà per garantire la gestione degli occupati e per contrastare il caporalato. La rete di accoglienza conterà su 303 luoghi nel Cuneese
CUNEO – Un documento per favorire il lavoro agricolo stagionale e contrastare lo sfruttamento. È stato sottoscritto oggi presso la Prefettura di Cuneo il Protocollo d’intesa per la gestione dell’accoglienza dei lavoratori stagionali impiegati nel settore ortofrutticolo nel territorio cuneese. Al tavolo hanno preso parte la Prefettura di Cuneo, la Regione Piemonte, la Provincia di Cuneo, i Comuni del territorio coinvolti, la Camera di Commercio di Cuneo, i Consorzi socio-assistenziali, le associazioni datoriali agricole e le organizzazioni sindacali.
Un pacchetto di interventi
L’intesa punta a garantire un sistema di accoglienza ordinato, diffuso e coordinato per i lavoratori stagionali stranieri impegnati nella raccolta orto-frutticola, rafforzando al tempo stesso le azioni di prevenzione e contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato. Per sostenere le attività previste, la Regione Piemonte metterà a disposizione fino a 300 mila euro attraverso il progetto multiregionale “Common Ground 2”, finanziato dal Ministero del Lavoro. Il protocollo prevede azioni dedicate all’assistenza e integrazione sociale, all’orientamento al lavoro, all’accompagnamento abitativo e ai servizi di trasporto, oltre all’attivazione di strutture di accoglienza diffuse sul territorio.
«Il territorio cuneese è un punto di riferimento nazionale»
«Questo protocollo rappresenta uno strumento importante per garantire legalità, dignità e sicurezza nel lavoro agricolo stagionale» — dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e gli assessori Enrico Bussalino (Immigrazione) e Paolo Bongioanni (Agricoltura) – «Il territorio cuneese è un punto di riferimento nazionale per il comparto orto-frutticolo e proprio per questo è fondamentale continuare a costruire un sistema organizzato che sappia coniugare le esigenze delle imprese con la tutela dei lavoratori. La collaborazione tra istituzioni, enti locali, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali dimostra come sia possibile affrontare in maniera concreta un fenomeno complesso, prevenendo situazioni di degrado, sfruttamento e marginalità sociale».
Le strutture di accoglienza
Per il 2026 la rete dell’accoglienza potrà contare complessivamente su 303 posti distribuiti tra Saluzzo, Cuneo, Lagnasco, Verzuolo, Revello, Savigliano, Busca, Tarantasca, Scarnafigi, Manta e Costigliole Saluzzo, attraverso appartamenti, dormitori e moduli abitativi. Tra le principali strutture figurano i 51 posti di Lagnasco, i 46 di Saluzzo, i 40 di Cuneo e i 30 di Verzuolo.
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