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Torino cancella interessi e sanzioni sui debiti fino al 2020: via libera del Consiglio comunale

Per incentivare l’adesione alla misura, il Comune invierà una comunicazione ai soggetti interessati, spiegando modalità, vantaggi e termini per accedere alla definizione agevolata

Gabriele Farina

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TORINO – Il Consiglio comunale di Torino ha approvato il nuovo regolamento che introduce una definizione agevolata per tributi e sanzioni non pagati fino al 31 dicembre 2020. Il provvedimento, illustrato in aula dall’assessora Gabriella Nardelli, permette ai debitori di regolarizzare la propria posizione ottenendo la cancellazione di interessi moratori, maggiorazioni e alcune sanzioni amministrative, pur mantenendo l’obbligo di pagare il debito originario, le spese di notifica e gli oneri di riscossione.

La misura prende spunto dall’ultima legge di Bilancio nazionale, che ha dato agli enti locali la possibilità di introdurre forme di “rottamazione” dei propri crediti, soprattutto quelli considerati di difficile riscossione, purché nel rispetto degli equilibri finanziari dei Comuni.

Durante il dibattito in aula sono intervenuti i consiglieri Scanderebech, Catizone, Viale e Russi, oltre al sindaco Stefano Lo Russo. Alcuni emendamenti presentati da Scanderebech sono stati respinti.

Cosa prevede il regolamento

Il nuovo regolamento riguarda tutti i carichi affidati a Soris entro il 31 dicembre 2020. In particolare saranno cancellati:

  • le sanzioni amministrative tributarie;
  • gli interessi moratori maturati dopo avvisi di accertamento e ingiunzioni;
  • la maggiorazione semestrale prevista dalla legge 689 del 1981;
  • gli ulteriori interessi applicati alle entrate patrimoniali.

Resteranno invece da pagare:

  • l’importo originario del debito;
  • le spese di notifica;
  • gli oneri di riscossione;
  • eventuali spese legate a procedure cautelari o esecutive.

Il Comune ha però previsto una condizione precisa: chi possiede anche debiti affidati a Soris dopo il 31 dicembre 2020 dovrà saldarli integralmente, comprese sanzioni e interessi, per poter accedere alla definizione agevolata sui carichi più vecchi.

Secondo quanto spiegato dall’assessora Nardelli, la scelta punta a garantire “equità fiscale” nei confronti dei cittadini che pagano regolarmente le imposte.

Rate fino a 36 mesi senza ISEE

Tra gli aspetti più rilevanti della misura ci sono le nuove modalità di rateizzazione. I contribuenti potranno chiedere fino a 36 rate mensili senza dover presentare l’ISEE, nel caso delle persone fisiche, o documentare gli indici di liquidità, nel caso delle società.

La possibilità di rateizzare viene inoltre estesa anche a chi era decaduto da precedenti piani di rateazione straordinaria.

Il percorso previsto dal regolamento sarà piuttosto semplice:

  • il contribuente potrà consultare il proprio estratto conto tramite il sito di Soris o attraverso i consueti canali di assistenza;
  • la domanda dovrà essere presentata entro il 30 settembre 2026;
  • il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione entro 30 giorni oppure a rate mensili;
  • in caso di pagamento rateale, le prime tre rate dovranno essere versate entro 30 giorni dalla comunicazione del piano.

È prevista anche una flessibilità ulteriore: chi sceglie il pagamento a rate potrà chiedere che la seconda rata venga posticipata fino a sei mesi dopo la prima.

Stop a fermi e nuove procedure esecutive

Dal momento della presentazione dell’istanza scatteranno alcune tutele immediate per i debitori:

  • non potranno essere iscritti nuovi fermi amministrativi o ipoteche;
  • non potranno essere avviate nuove procedure esecutive;
  • eventuali vecchie dilazioni verranno sospese fino al completamento del nuovo piano agevolato.

Dopo il pagamento delle prime tre rate — oppure dopo il saldo in un’unica soluzione — saranno inoltre sospesi i fermi amministrativi pendenti, i pignoramenti presso terzi e le procedure di sospensione delle attività economiche previste dal regolamento comunale.

Il perfezionamento definitivo della definizione agevolata arriverà solo con il rispetto di tutte le scadenze previste dal piano di rientro. In quel momento verranno cancellati definitivamente interessi e sanzioni relativi ai carichi fino al 2020 e saranno revocate eventuali ipoteche, fermi e pignoramenti ancora attivi.

Decadenza dopo 15 giorni di ritardo

Il regolamento prevede però anche un meccanismo rigido in caso di mancato pagamento. Se il debitore accumula un ritardo superiore a 15 giorni rispetto alle scadenze concordate:

  • decade dalla definizione agevolata;
  • perde i benefici ottenuti;
  • Soris potrà riprendere le procedure di riscossione sull’intero debito;
  • i pagamenti già effettuati resteranno acquisiti.

Per incentivare l’adesione alla misura, il Comune invierà una comunicazione ai soggetti interessati, spiegando modalità, vantaggi e termini per accedere alla definizione agevolata.

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