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Costruire una cittadinanza consapevole: il 21 maggio a Torino l’evento conclusivo del Progetto Diderot
Saranno coinvolti 600 giovanissimi studenti che negli scorsi mesi hanno preso parte a iniziative organizzate su 27 linee didattiche
TORINO – 600 bambini in piazza per l’evento finale del Progetto Diderot. Giovedì 21 maggio a Torino, a partire dalle 9.30, scienza, etica, tecnologia e salute si fonderanno in piazza Carlo Alberto per “Il Futuro in Piazza”, l’appuntamento conclusivo del Progetto Diderot della Fondazione CRT. Nel corso dell’evento, circa 600 giovanissimi dai 3 ai 18 anni prenderanno parte ad attività interattive, avvalendosi anche del dialogo con professionisti, e presenteranno i risultati dei percorsi sviluppati durante l’anno scolastico, condividendo esperienze nate grazie alle attività del Progetto Diderot.
Nato nel 2005 per offrire agli studenti l’opportunità di approfondire le materie tradizionali in modo creativo e stimolante e di avvicinarsi a discipline innovative, il progetto ha proposto, per l’anno scolastico 2025-2026, 27 linee didattiche dedicate a temi vari. Dalla matematica all’inglese, dall’educazione civica alla cybersicurezza, dalla sostenibilità ambientale alla prevenzione della violenza di genere, fino agli stili di vita sani e all’intelligenza artificiale. Di queste linee didattiche, durante l’evento di giovedì ne verranno presentate 11, secondo l’approccio One Health, che riconosce l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale.
«L’appuntamento “Il Futuro in Piazza” rappresenta la sintesi di un percorso iniziato oltre vent’anni fa con il Progetto Diderot, nel quale il dialogo tra saperi diversi vuole contribuire a rendere studentesse e studenti protagonisti di un confronto interdisciplinare» – dichiara la presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi – «Da sempre la Fondazione CRT investe nella formazione promuovendo uno sguardo ampio, inclusivo e interconnesso, nella convinzione che giovani cittadini sempre più consapevoli e responsabili saranno adulti capaci di comprendere e custodire gli equilibri di un mondo globale».
Parteciperanno ai lavori anche l’Università di Torino e il Politecnico di Torino, che sono coinvolti in alcuni dei progetti.
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