CronacaNovara
Sgomberata dai Carabinieri una piazza di spaccio a Novara: era un sistema rodato con ordinazioni al telefono
Gli spacciatori avevano identificato una zona della periferia di Novara come base operativa. Lì avveniva la consegna delle dosi, seguendo passaggi precisi
NOVARA – Un sistema studiato nei minimi dettagli. Un numero di telefono dedicato, un punto di consegna nascosto vicino a un sottopasso ferroviario e un’organizzazione strutturata come una piazza di spaccio nel cuore della periferia nord di Novara. Ieri, lunedì 18 maggio, i Carabinieri della Compagnia di Novara hanno dato esecuzione all’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip dopo aver smantellato una rete criminale composta da otto persone, accusate a vario titolo di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’indagine – iniziata nell’ottobre del 2025 – aveva consentito di scoprire che il gruppo aveva creato una base operativa soprannominata “al sottopasso”, collocata in una zona campestre adiacente a un sottopasso ferroviario nella periferia nord della città.
Il metodo degli spacciatori
Gli indagati avevano costruito un sistema rodato e ben funzionante. I clienti contattavano gli spacciatori tramite un’utenza telefonica dedicata e ricevevano indicazioni precise sul luogo della consegna. Gli spacciatori preparavano le dosi (cocaina, eroina e hashish) e uno dei pusher usciva rapidamente sulla strada esclusivamente con la dose destinata al cliente, mentre un altro rimaneva nascosto con il carico principale di droga e gestiva gli ordini telefonici. Un terzo componente svolgeva invece il ruolo di vedetta. Secondo gli investigatori, il vero punto di forza della rete era la posizione strategica della piazza di spaccio: non nei boschi della provincia, ma direttamente all’interno del territorio cittadino di Novara, più facilmente raggiungibile dai tossicodipendenti.
Preso anche il capo dell’organizzazione
Tre persone sono finite in carcere, mentre per altre tre è stato disposto il divieto di dimora. Due ulteriori soggetti risultano per ora denunciate. Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche quello che gli inquirenti ritengono essere il capo dell’organizzazione. Uno dei soggetti in custodia si trova attualmente nel Cpr di Gjader, in Albania, e nei prossimi giorni sarà trasferito in Italia.
Alcuni degli indagati colpiti invece da misure non custodiali avrebbero invece fornito supporto logistico continuativo al gruppo, offrendo alloggio agli spacciatori, mettendo a disposizione veicoli per raggiungere la Lombardia e rifornirsi di droga oppure effettuando consegne a domicilio.
Sgomberato alloggio usato dagli indagati
Nel corso delle operazioni i Carabinieri hanno inoltre sgomberato un alloggio popolare nel quartiere Sant’Andrea di Novara, occupato abusivamente da due indagati. L’appartamento è stato restituito all’Atc di Novara. Per entrambi è scattata anche la denuncia in stato di libertà per occupazione abusiva dell’immobile.
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