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Il Comune di Torino e la presenza degli uomini di Bloomberg: Andrea Russi chiede trasparenza
Il Comune di Torino si è sempre trincerato dietro a clausole di riservatezza imposte da Bloomberg
TORINO – Dal 20 al 22 maggio Torino ospiterà la Mayors Reunion del Bloomberg LSE European City Leadership Initiative, un programma promosso da Bloomberg Philanthropies insieme alla London School of Economics e alla Hertie School di Berlino. Un evento a porte chiuse che porta sotto la Mole sindaci, dirigenti pubblici ed esperti di innovazione urbana provenienti da 17 Paesi europei. Dal 20 al 22 maggio sono interdette alcune delle aree del municipio: Sala Marmi, Sala Colonne, Sala Rossa, il Cortile del Burro, dei corridoi di collegamento, ascensori e anche l’anticamera del sindaco.
Ma non è un caso isolato. Negli ultimi mesi diversi enti della galassia degli enti profit e non profit di Bloomberg sono stati coinvolti nelle attività di Torino compresa la stesura del nuovo piano regolatore. Per ora le informazioni sulla diverse presenze di persone di Bloomberg o legate a alle diverse entità della galassia della relativa fondazione e parallelamente a l loro ruolo nei processi decisionali e gestionali del comune.
A questo proposito il Comune di Torino si è sempre trincerato dietro a clausole di riservatezza imposte da Bloomberg.
Contro questa situazione di mancata trasparenza si è schierato Andrea Russi, il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Comune di Torino:
Non contesto la formazione internazionale né il confronto con altre città. Il punto però è un altro: attorno alla galassia Bloomberg si stanno moltiplicando accordi, attività, programmi di formazione e momenti istituzionali sui quali il Consiglio comunale continua a ricevere informazioni molto limitate. Già nei mesi scorsi avevamo chiesto chiarimenti sull’accordo tra la Città di Torino e Bloomberg Consulting LLC, anche rispetto alle clausole di riservatezza, alla proprietà dei materiali prodotti e alle limitazioni previste per il loro utilizzo e la loro divulgazione da parte del Comune.
In questo caso ai Consiglieri è arrivata soprattutto una comunicazione logistica, con l’indicazione degli spazi inibiti a Palazzo Civico, mentre non è stato trasmesso un quadro chiaro dei contenuti dell’incontro, dei temi trattati e delle eventuali ricadute per la città. Se si tratta di un percorso di formazione per sindaci e dirigenti pubblici, allora dovrebbe essere normale rendere noti almeno il programma generale, gli obiettivi e gli ambiti di lavoro affrontati. La formula secondo cui “la riservatezza è una policy di Bloomberg” non può sostituire la trasparenza dovuta da una pubblica amministrazione, soprattutto quando iniziative di questo tipo si svolgono dentro Palazzo Civico, cioè nella sede delle istituzioni cittadine.
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