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Firmato in Regione l’accordo sulle misure di sostegno economico ai testimoni di giustizia
Hanno sottoscritto l’accordo il procuratore Bombardieri, il presidente Cirio e il prefetto Cafagna. Il protocollo prevede un contributo di 3mila euro
TORINO – «Un segnale importante a tutta l’opinione pubblica perché ricorda che denunciare è fondamentale ed è il primo atto a tutela della legalità e della giustizia». Il procuratore di Torino e della Direzione distrettuale antimafia Giovanni Bombardieri ha commentato così l’accordo firmato questa mattina al Grattacielo Piemonte tra Regione Piemonte, Prefettura di Torino e Procura della Repubblica per l’attuazione della misura regionale a sostegno dei testimoni di giustizia.
Con Bombardieri, hanno firmato il documento il presidente della Regione Alberto Cirio e il prefetto di Torino Donato Cafagna. «Il percorso è iniziato un anno fa» – spiega il governatore Cirio – «proprio in occasione della Giornata nazionale per le vittime di mafia, quando, intervenendo a un evento organizzato dal Consiglio regionale, il procuratore Bombardieri aveva acceso un faro sui testimoni di giustizia che spesso rischiano la propria sicurezza, anche economica, e attendono a lungo le dovute e adeguate tutele da parte dello Stato. Da allora è iniziato un lavoro di approfondimento, anche legislativo, che ha portato all’approvazione della misura di supporto ai testimoni di giustizia da parte della Regione Piemonte che è la prima e rappresenta un unicum nel panorama italiano».
L’obiettivo dell’iniziativa, prosegue il presidente Cirio, «è testimoniare, anche nei fatti, la vicinanza e il sostegno a chi sceglie di denunciare mettendo a rischio non solo la propria vita, ma anche la propria stabilità economica e familiare».
Intervenuta alla cerimonia di firma, la presidente della Corte d’Appello, Alessandra Bassi, ha sottolineato che «quello del testimone di giustizia è un percorso difficilissimo che spesso comporta isolamento sociale e fragilità economica»: la firma sul protocollo «è quindi segnale concreto e tangibile di vicinanza a queste persone e per il ripristino della legalità sul territorio
Nel dettaglio, il protocollo prevede che la Regione possa intervenire, coordinandosi con Procura e Prefettura, con un contributo economico a favore dei testimoni di giustizia, qualora si verifichino condizioni di eccezionale emergenza che non consentano di attendere il periodo che intercorre tra il momento in cui il testimone ha reso la sua testimonianza e quello in cui la Commissione centrale per la definizione e l’applicazione per le speciali misure di protezione delibera lo status di testimone e fa scattare le tutele già previste dalla legge.
Il contributo economico, pari a 3 mila euro, è assegnato al testimone di giustizia attraverso un conto corrente dedicato attivato dalla Prefettura di Torino, con la garanzia di massima riservatezza sull’identità del beneficiario.
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