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CronacaTorino

Muore professoressa del liceo Gobetti di Torino dopo le dimissioni dall’ospedale: aperta un’inchiesta

In pronto soccorso la 59enne è stata visitata, trattenuta per circa due ore e poi dimessa dopo la somministrazione di un farmaco

Gabriele Farina

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TORINO – È stata trovata senza vita nella mattinata di giovedì 14 maggio 2026 la professoressa Paola Valpreda, 59 anni, docente di italiano al liceo scientifico “Gobetti” di Torino. Il corpo della donna è stato rinvenuto all’interno del suo appartamento di via Cibrario, dove viveva da sola. Sulle cause del decesso è stata aperta un’inchiesta dalla procura cittadina.

La pm Rossella Salvati ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita nella giornata di venerdì 22 maggio, mentre i carabinieri della stazione San Donato hanno effettuato i primi rilievi nell’abitazione dopo il ritrovamento del corpo.

Le ultime ore: il malore e il ricovero

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nelle ore precedenti al decesso la docente aveva accusato un peggioramento delle proprie condizioni di salute. Già nei giorni precedenti lamentava disturbi gastrointestinali, ma nella serata di martedì 19 maggio la situazione sarebbe diventata più acuta, con nausea e dolori addominali.

La donna ha quindi richiesto l’intervento del 118 di Azienda Zero ed è stata soccorsa nella sua abitazione, al terzo piano dello stabile di via Cibrario. Successivamente è stata trasportata al vicino ospedale Maria Vittoria in ambulanza.

In pronto soccorso la 59enne è stata visitata, trattenuta per circa due ore e poi dimessa dopo la somministrazione di un farmaco. Poche ore dopo il rientro a casa, secondo una prima valutazione esterna del medico legale, sarebbe avvenuto il decesso.

Indagini e accertamenti in corso

Gli inquirenti stanno ora lavorando per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e verificare ogni passaggio delle ore precedenti la morte. Tra gli elementi al vaglio c’è anche la documentazione clinica relativa al passaggio in pronto soccorso.

I carabinieri hanno inoltre sequestrato il telefono cellulare della donna, che risultava con l’applicazione WhatsApp aperta dalla sera del ricovero. Un dettaglio che rientra nell’attività di analisi degli ultimi contatti e movimenti della docente.

L’allarme dei colleghi e la scoperta del corpo

La professoressa Valpreda si trovava in congedo per malattia a causa dei problemi di salute. Non avendo sue notizie, alcuni colleghi del liceo “Gobetti” hanno provato a contattarla senza successo.

Nella mattinata di giovedì un insegnante si è recato direttamente presso la sua abitazione in via Cibrario, lasciando anche un biglietto sotto la porta. Non ricevendo risposta, è stato poi dato l’allarme ai carabinieri.

Le forze dell’ordine sono intervenute forzando l’ingresso dell’appartamento, dove hanno trovato la donna ormai priva di vita.

La famiglia e i precedenti problemi di salute

Sulla vicenda è intervenuto anche il fratello della vittima, Andrea Valpreda, che ha riferito agli investigatori come la sorella avesse già affrontato in passato alcuni problemi di salute. Due anni fa era stata sottoposta a un intervento chirurgico nello stesso ospedale.

I familiari, nel frattempo, si sono affidati a un legale, l’avvocata Francesca Perotto, con l’obiettivo di ottenere chiarezza sulle tempistiche delle dimissioni dal pronto soccorso e sull’intero iter assistenziale.

Il cordoglio del liceo Gobetti

La notizia della scomparsa ha profondamente colpito la comunità scolastica del liceo “Gobetti”, che ha pubblicato un messaggio ufficiale di cordoglio sul proprio sito.

Nel ricordo dei colleghi, la docente viene descritta come una figura centrale della scuola, caratterizzata da “determinazione, incisività e dedizione” e da un impegno costante nella didattica e nella vita dell’istituto.

“Con profondo dolore annunciamo la scomparsa della nostra professoressa Paola Valpreda – si legge nella nota –. In questo difficile percorso è stata accompagnata con affetto e vicinanza da tutti noi. Ci stringiamo con commozione attorno alla sua famiglia e a tutte le persone che le hanno voluto bene”.

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