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“Ero sull’orlo del buio, poi ho scelto di chiedere aiuto”: la rinascita di Lorenzo dopo una grave crisi

Il caso di Lorenzo si inserisce all’interno del Dipartimento Interaziendale di Salute Mentale, che coinvolge le ASL di Biella, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola

Gabriele Farina

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BIELLA – «Oggi sto meglio. Ho ancora momenti di sconforto, ma riesco a reggerli. E ogni tanto riesco perfino a ridere. Era tanto che non ci riuscivo».

A parlare è Lorenzo, nome scelto per tutelare la sua identità, un uomo che ha attraversato una profonda crisi emotiva e che oggi racconta il suo percorso come un modo per aiutare chi si trova in situazioni simili. Il suo messaggio è semplice e diretto: «Non sei solo. Anche se pensi di esserlo, non lo sei».

Parole che arrivano dopo un periodo in cui la sofferenza aveva progressivamente occupato ogni spazio della sua vita, fino a far perdere punti di riferimento e prospettive.

“Come un’isola in mezzo all’oceano”: la metafora del dolore

Nel suo racconto, Lorenzo usa un’immagine potente per descrivere ciò che ha vissuto:

«Può capitare di sentirsi come su un’isola in mezzo all’oceano. All’inizio pensi che sia l’unico rifugio possibile, ma poi quell’isola diventa una prigione. E lì devi scegliere: restare o provare a costruire una barca».

Una barca che, per lui, oggi ha un nome preciso: chiedere aiuto.

«Ci vuole coraggio a costruirla – spiega – ma il materiale è già sull’isola stessa».

Il giorno della crisi e il vuoto della memoria

Tra i momenti più difficili del suo percorso, Lorenzo ricorda una giornata in particolare, vissuta durante un periodo di forte disorientamento psicologico.

«Non ho percezione di quel giorno come lo ricordano gli altri. So solo quello che mi è stato raccontato dopo. La mia mente non mi stava chiedendo il permesso».

È un passaggio che segna un prima e un dopo: da quel momento, infatti, prende forma la consapevolezza di aver bisogno di supporto professionale.

L’incontro che cambia la direzione

Il cambiamento arriva in modo inatteso, quasi casuale: un articolo letto distrattamente in un bar, con un messaggio chiaro rivolto a chi sta male.

“Stai male? Pensi al suicidio? Ecco chi può aiutarti”.

Sotto, due volti sorridenti. Sono quelli della dottoressa Elena Macchiarulo e del dottor Carlo Ignazio Cattaneo.

«Mi sono chiesto perché sorridessero – racconta Lorenzo –. Poi mi sono chiesto se potessi fidarmi».

Dopo ore di esitazione e un forte conflitto interiore, la mattina successiva decide di recarsi al servizio indicato. È il momento in cui la crisi si trasforma in una scelta concreta.

“Sei nel posto giusto”: l’inizio della presa in carico

«Ho aperto la porta e stavo per richiuderla subito. Poi sono uscito, ho fatto il giro dell’edificio e sono rientrato. Alla fine ho chiesto aiuto».

All’accoglienza trova una risposta semplice: «Sei nel posto giusto».

Da lì inizia un percorso seguito dalla Struttura Complessa di Psichiatria dell’ASL Biella, diretta da Carlo Ignazio Cattaneo, con il supporto di psicologi e operatori specializzati.

La rete della salute mentale in Piemonte

Il caso di Lorenzo si inserisce all’interno del Dipartimento Interaziendale di Salute Mentale, che coinvolge le ASL di Biella, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola e che coordina interventi anche in situazioni di crisi acuta.

Tra le figure di riferimento c’è anche Luca Tarantola, mentre il lavoro di coordinamento sulla prevenzione del suicidio e la gestione degli eventi critici coinvolge professionisti formati anche in psicologia dell’emergenza.

“Non lasciare nessuno solo”: il messaggio delle istituzioni

«La storia di Lorenzo ricorda quanto sia importante chiedere aiuto e quanto faccia la differenza trovare professionisti capaci di ascoltare», ha dichiarato Federico Riboldi.

Un messaggio che si inserisce in un quadro più ampio di servizi territoriali attivi per la prevenzione del disagio psichico e del rischio suicidario.

Dove chiedere aiuto

Le persone che vivono una situazione di crisi emotiva o che stanno attraversando un lutto per suicidio possono rivolgersi ai Centri di Salute Mentale delle ASL territoriali anche senza impegnativa.

Sono servizi aperti, pensati per intercettare il disagio prima che diventi emergenza.

Per l’ASL BI, il servizio può essere contattato direttamente anche senza impegnativa a questi recapiti:

  • Centro di Salute Mentale di Biella, Strada Campagnè 7/A – 0158461477;
  • Centro di Salute Mentale Cossato, via Milano 48 – 01515159506.

Per l’ASL di Vercelli:

  • Centro di Salute Mentale di Vercelli – C.so Abbiate 21 c/o Ospedale S. Andrea – tel.0161/593900;
  • Centro di Salute Mentale di Borgosesia (VC) – via Marconi 30 – tel.0163/426855.

Per l’ASL Verbano-Cusio-Ossola:

  • Centro di Salute Mentale di Omegna – via Manzoni 31 – tel. 0323/868252;
  • Centro di Salute Mentale di Verbania – c/o Ospedale Castelli di Via Fiume 18 – tel.0323/541548;
  • Centro di Salute Mentale di Domodossola – via G. Spezia 5 – tel.0324/491331.

Un messaggio che resta

Oggi Lorenzo non parla di guarigione come punto di arrivo, ma come percorso.

«Ogni tanto è ancora difficile, ma ora so che non sono solo. E questo cambia tutto».

Una frase che, nella sua semplicità, racchiude il senso più profondo della sua storia: anche nei momenti in cui tutto sembra chiuso, una possibilità di ritorno esiste.

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