EconomiaTorino
Soci piemontesi nella società che rileva La Stampa: ci sono anche gli industriali
Ma il principale socio di minoranza è la Fondazione 9 febbraio 1867, controllata dalla famiglia Agnelli
TORINO – Dopo il closing di oggi, arriva la conferma: la famiglia Agnelli non esce del tutto di scena da La Stampa. Tra i nuovi soci, ci sono come previsto anche gli industriali piemontesi.
È stata resa nota nel pomeriggio, tramite un comunicato, la composizione delle quote degli azionisti della società La Stampa SAE S.p.A., che a decorrere dal 1° giugno sarà proprietaria della testata.
A fianco del Gruppo SAE, che detiene la maggioranza del capitale con il 51% e a cui spetta «la responsabilità editoriale e industriale del progetto», altri cinque azionisti piemontesi parteciperanno al progetto. La “fetta” più grande tra i soci di minoranza è acquisita dalla Fondazione 9 febbraio 1867, con il 22%: la fondazione senza scopo di lucro, creata dalla famiglia Agnelli durante i colloqui per la vendita del giornale, si attribuisce il compito di garantire l’identità e il posizionamento della Stampa e consolidare il rapporto con il territorio. Il nuovo organo editoriale ha inoltre un sostegno importante da parte degli industriali piemontesi, che entrano in società con l’8,33% delle quote. Lo fanno come PAIP, Partecipazioni Associazioni Industriali Piemontesi S.p.A., un veicolo di nuova costituzione che riunisce Confindustria Cuneo, Confindustria Novara Vercelli Valsesia, Unione Industriale della Provincia di Asti e Unione Industriali Torino.
Gli altri azionisti piemontesi sono: Reale Mutua Assicurazioni (6%), Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (5%), e Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi ETS (1%). Gli azionisti del territorio possiederanno quindi in totale il 42,33% di La Stampa SAE S.p.A.
«Un investimento che nasce dalla fiducia nel territorio e dalla volontà di affermare e consolidare il legame tra le diverse realtà istituzionali e imprenditoriali piemontesi e la storica testata torinese, contribuendo a sostenerne il posizionamento in termini di autorevolezza, qualità dell’informazione e indipendenza» – spiega l’Unione Industriali Torino – «Una scelta che intende inoltre supportare un giornale di primaria importanza nel panorama editoriale italiano, rafforzando il pluralismo informativo nazionale».
Al gruppo di soci espressione del territorio piemontese si aggiunge inoltre la Fondazione di Modena, con il 6,67%.
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