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CronacaTorino

Anziano morto a Giaveno, la procura chiede l’archiviazione per i due figli: “Nessun maltrattamento”

Secondo la ricostruzione, l’uomo era stato rinvenuto agonizzante nella propria casa, affetto da una severa polmonite e con evidenti segni di fratture pregresse al torace

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TORINO – La Procura di Torino ha chiesto l’archiviazione dell’indagine aperta nei confronti di due fratelli dopo la morte del padre, il pensionato 91enne Germano Giai Levra, trovato in condizioni gravissime nella sua abitazione di Giaveno il 14 maggio 2025.

Secondo la ricostruzione, l’uomo era stato rinvenuto agonizzante nella propria casa, affetto da una severa polmonite e con evidenti segni di fratture pregresse al torace. Il decesso è sopraggiunto nel giro di poche ore, spingendo gli inquirenti ad avviare un’indagine inizialmente ipotizzando responsabilità a carico di due dei tre figli.

Nel corso degli accertamenti è emerso un quadro abitativo particolarmente critico. Il pubblico ministero Davide Pretti ha evidenziato che l’anziano “viveva in condizioni di estrema trascuratezza e totale carenza di igiene”, precisando tuttavia che tali condizioni non erano imposte dai familiari, ma rappresentavano “lo stile di vita adottato da tutto il nucleo familiare”, nel quale anche gli indagati vivevano in un contesto di degrado.

L’ipotesi iniziale di omicidio è stata progressivamente esclusa anche sulla base delle valutazioni del medico legale Roberto Testi. Le “lesioni traumatiche di diversa datazione” riscontrate sul corpo dell’uomo sono state infatti ricondotte più verosimilmente a cadute accidentali o urti contro arredi domestici, piuttosto che a episodi di violenza.

Alla luce degli elementi raccolti, i due fratelli erano stati iscritti nel registro degli indagati per maltrattamenti e abbandono di incapace. Tuttavia, secondo la conclusione della Procura, “il contesto certamente infelice in cui viveva la vittima non può essere addebitato alla volontà dei figli diretta a imporgli delle sofferenze”. L’uomo, si legge ancora negli atti, “è sempre stato accudito, sia pure in un contesto di trascuratezza condiviso da tutti”.

I due indagati sono assistiti dagli avvocati Flavia Pivano e Marco Marchio. Il terzo fratello, parte offesa nel procedimento, è rappresentato dall’avvocato Stefano Tizzani, che dovrà ora valutare se presentare opposizione alla richiesta di archiviazione.

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