AmbienteTorino
Caldo e siccità mettono in crisi i nuovi boschi del Torinese: alcune piante non hanno attecchito
Siuazione difficile per i nuovi alberi in città
TORINO – Il caldo estremo e la siccità di questa estate stanno mettendo a dura prova anche i nuovi boschi realizzati nel territorio della Città metropolitana di Torino nell’ambito degli interventi di forestazione finanziati dal PNRR. Le temperature elevate, la prolungata assenza di piogge e la scarsità d’acqua hanno penalizzato soprattutto gli alberi e gli arbusti più giovani, una parte dei quali non è riuscita ad attecchire.
La Città metropolitana, tuttavia, assicura che gli interventi proseguiranno e che le piante che non sono sopravvissute saranno sostituite. La gestione delle nuove aree verdi, infatti, non si conclude con la semplice messa a dimora degli alberi.
Cinque anni di cure per i nuovi impianti
I progetti di forestazione prevedono una serie di attività che accompagnano la crescita delle nuove aree boschive. Gli interventi comprendono la preparazione del terreno, la scelta e la messa a dimora di specie arboree e arbustive autoctone, l’inerbimento, la pacciamatura e l’installazione di protezioni contro la fauna selvatica.
Sono inoltre previste operazioni per contenere la diffusione delle specie alloctone invasive.
A queste attività si aggiunge un periodo di cinque anni di cura e manutenzione, previsto dai contratti con le ditte incaricate. Durante questo periodo viene monitorata la crescita degli impianti e, quando necessario, le piante che non riescono ad attecchire vengono sostituite.
Una strategia che diventa particolarmente importante in una stagione come quella attuale, caratterizzata da condizioni climatiche che rendono molto più difficile la fase iniziale di crescita della vegetazione.
Temperature elevate e poca acqua: irrigare è diventato difficile
Il problema non riguarda soltanto le nuove piantumazioni. Il caldo prolungato e la siccità stanno sottoponendo a stress l’intera vegetazione piemontese, compresi alberi e arbusti adulti.
A luglio la Regione Piemonte ha convocato il Tavolo per l’emergenza idrica proprio a causa del caldo persistente, della scarsità di precipitazioni e della forte riduzione della disponibilità d’acqua nei corsi d’acqua. Ai primi di agosto è poi stato dichiarato lo stato di emergenza per la crisi idrica e gli incendi.
In questo contesto anche le cosiddette irrigazioni di soccorso, fondamentali soprattutto per le piante più giovani, sono diventate particolarmente problematiche e in alcuni casi impraticabili.
A rendere ancora più difficile la situazione sono state le temperature molto elevate mantenute per diversi giorni consecutivi, anche durante le ore notturne, insieme alle numerose ore di insolazione. Condizioni che possono mettere sotto pressione persino la vegetazione adulta e che risultano ancora più critiche per gli alberi appena piantati, il cui apparato radicale non ha ancora avuto il tempo di svilupparsi pienamente.
Il precedente della siccità del 2022
Non è la prima volta che la Città metropolitana si trova a fare i conti con le difficoltà di attecchimento dei nuovi impianti forestali.
«Le condizioni di questa estate stanno mettendo in forte difficoltà tutta la vegetazione, non soltanto le nuove aree forestali», sottolinea Alessandro Sicchiero, consigliere metropolitano delegato all’Ambiente.
Il precedente più significativo risale al 2022 e ai primi mesi del 2023, quando una lunga fase di siccità aveva interessato il Piemonte, arrivando a coinvolgere anche i mesi invernali. Anche allora la sopravvivenza delle nuove piantumazioni era stata messa a rischio.
Proprio l’esperienza maturata in quelle stagioni ha confermato l’importanza di prevedere un periodo di manutenzione pluriennale.
«Anche per questo i contratti prevedono che le nuove aree boschive vengano seguite per cinque anni e che le piante che non attecchiscono siano sostituite», spiega Sicchiero.
L’obiettivo, quindi, resta quello di accompagnare nel tempo la crescita dei nuovi boschi e garantire che gli interventi di forestazione possano raggiungere i risultati previsti, nonostante condizioni climatiche sempre più difficili.
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