CronacaVerbano Cusio Ossola
Tragedia all’Alpe Buscagna, due indagati per la morte di Pietro Maria Fiori
Nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Pietro Maria Fiori
VERBANIA – Due persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Verbania nell’ambito delle indagini sulla morte di Pietro Maria Fiori, il 35enne deceduto nella notte tra sabato e domenica in una baita di pastori all’Alpe Buscagna, nel Verbano-Cusio-Ossola. Il giovane si trovava nella struttura come volontario, per dare una mano agli allevatori.
L’ipotesi al momento al vaglio degli inquirenti è che a provocare l’intossicazione possa essere stata una fuga di monossido di carbonio, forse riconducibile al boiler scaldabagno presente nella baita. Saranno però gli accertamenti tecnici a stabilire con precisione che cosa sia accaduto e quale sia stata l’origine della fuga.
Due persone indagate
Nel registro degli indagati sono finiti il titolare dell’azienda agricola, e la persona che aveva installato il boiler dal quale potrebbe essersi originata la fuga di monossido.
Il titolare, che durante l’incidente era rimasto a sua volta lievemente intossicato, è stato trasportato in ospedale e successivamente dimesso.
Per entrambi le ipotesi di reato formulate dalla Procura sono omicidio colposo e lesioni colpose. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto necessario per consentire agli interessati di partecipare agli accertamenti e non equivale, di per sé, a un’accertata responsabilità.
L’autopsia sul corpo del 35enne
Nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Pietro Maria Fiori, un passaggio che potrà fornire ulteriori elementi agli investigatori sulle cause del decesso.
Parallelamente proseguono gli accertamenti all’interno della baita. Le indagini sono affidate al Soccorso Alpino della Guardia di finanza di Domodossola, intervenuto per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare le condizioni degli impianti e dei dispositivi presenti nella struttura.
Una parte della baita è stata posta sotto sequestro, così da permettere agli investigatori di effettuare tutti gli accertamenti necessari senza alterare lo stato dei luoghi.
Il boiler, le bombole e la stufa
Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori c’è innanzitutto il boiler scaldabagno, già sequestrato nella giornata di domenica e considerato uno degli apparecchi da sottoporre a verifiche tecniche.
All’interno dell’edificio erano inoltre presenti alcune bombole e una stufa a legna. Anche questi elementi dovranno essere esaminati per capire se possano aver avuto un ruolo nell’accumulo di monossido di carbonio o se, invece, non siano collegati all’intossicazione.
L’obiettivo degli accertamenti sarà dunque quello di ricostruire ogni passaggio della tragedia: dalle condizioni degli impianti e degli apparecchi presenti nella baita fino alla dinamica dell’intossicazione che ha portato alla morte di Fiori.
La vicenda resta al momento nella fase delle indagini e saranno gli esami tecnici e medico-legali, insieme agli altri elementi raccolti dalla Procura, a chiarire le eventuali responsabilità.
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