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Caporalato nel Monferrato, braccianti pagati due euro l’ora: tre denunciati

All’interno di un’abitazione fatiscente sono stati trovati 15 letti e materassi sistemati a terra

Gabriele Farina

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ASTI – Presunte condizioni di caporalato e sfruttamento del lavoro sono state scoperte dai Carabinieri della Stazione di Moncalvo e dai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro (Nil) di Asti nelle campagne del basso Monferrato. Al termine degli accertamenti sono state denunciate tre persone: padre e figlio residenti a Casale Monferrato, ritenuti dagli investigatori i gestori del sistema di reclutamento, e un imprenditore agricolo della zona.

L’indagine è partita dopo una segnalazione relativa a un insolito viavai di cittadini stranieri nei pressi di una casa fatiscente nel centro di Grazzano Badoglio. I militari hanno effettuato un controllo nell’immobile, trovando una situazione che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbe stata utilizzata per ospitare i lavoratori.

All’interno della casa sono stati trovati 15 letti e materassi sistemati a terra, un impianto elettrico di fortuna, condizioni igieniche precarie e servizi igienici ritenuti gravemente inadeguati. Gli occupanti erano tutti cittadini rumeni.

I documenti trattenuti e il lavoro nei campi

Secondo la ricostruzione degli investigatori, ai lavoratori sarebbero stati sistematicamente sottratti i documenti di identità al momento del loro arrivo nell’abitazione.

I due accusati avrebbero quindi provveduto al reclutamento della manodopera e al trasporto dei braccianti nelle campagne. I lavoratori venivano prelevati alle prime ore del mattino per essere accompagnati nelle vigne, anche presso un’azienda agricola di Castelletto Merli.

Qui, secondo gli accertamenti, i braccianti sarebbero stati impiegati in nero, senza le necessarie tutele sanitarie e senza dispositivi di sicurezza. La paga sarebbe stata di appena due euro all’ora.

Una parte consistente del compenso, inoltre, sarebbe stata trattenuta dai gestori dell’alloggio: secondo quanto ricostruito, oltre la metà della somma spettante ai lavoratori veniva destinata al pagamento di vitto e alloggio.

Sanzioni per 42 mila euro e sospensione dell’attività

Nei confronti dell’imprenditore agricolo sono state contestate violazioni che hanno portato a sanzioni penali e amministrative per complessivi 42 mila euro, oltre alla sospensione dell’attività.

I tre denunciati dovranno ora rispondere, a vario titolo, delle ipotesi di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Vercelli, che coordinerà i successivi sviluppi del procedimento.

Le accuse dovranno essere verificate nel corso del procedimento e per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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