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CronacaTorino

Video intimi rubati dallo smartphone e diffusi nelle chat della scuola: due giovani a processo a Torino

La Procura ha ritenuto provate le responsabilità contestate e ha chiesto 2 anni e 4 mesi di carcere per uno degli imputati e 1 anno e 6 mesi per l’altro.

Gabriele Farina

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TORINO – Avrebbero approfittato dell’assenza di un amico per accedere al suo smartphone, cercare nella galleria alcuni video intimi e poi condividerli nelle chat della scuola. Per questa vicenda, due ragazzi di 22 anni sono a processo a Torino con accuse che, a vario titolo, comprendono revenge porn, accesso abusivo a un sistema informatico e detenzione di materiale pedopornografico. All’epoca dei fatti, infatti, la ragazza protagonista dei video era minorenne.

Nel corso della requisitoria, la Procura ha chiesto per i due imputati condanne rispettivamente a 2 anni e 4 mesi e 1 anno e 6 mesi di reclusione.

I video cercati nello smartphone dell’amico

La vicenda risale all’estate del 2022. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il giovane si trovava alle giostre e aveva chiesto ai due amici di girargli un video utilizzando il proprio cellulare.

Sarebbe stato proprio in quel momento che i due avrebbero approfittato della disponibilità dello smartphone per scorrere la libreria di foto e video. Tra i contenuti avrebbero individuato alcune immagini intime del ragazzo insieme alla fidanzata, che all’epoca era minorenne.

I due, sempre secondo l’accusa, si sarebbero quindi inviati i video sui propri telefoni e successivamente li avrebbero diffusi nelle chat frequentate dai compagni di scuola, facendo circolare così materiale privato che era stato registrato dalla giovane coppia.

Il processo a Torino

La vicenda è ora al vaglio del tribunale di Torino. La Procura, al termine della requisitoria, ha ritenuto provate le responsabilità contestate e ha chiesto 2 anni e 4 mesi di carcere per uno degli imputati e 1 anno e 6 mesi per l’altro.

Le accuse dovranno ora essere valutate dal giudice, che dovrà stabilire le eventuali responsabilità dei due giovani. Fino alla sentenza definitiva, per entrambi vale naturalmente la presunzione di innocenza.

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