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CronacaTorino

Chieri, chiama il 112 dopo dodici ore di violenze: il compagno arrestato per tortura

Sulla base della testimonianza della donna e degli elementi raccolti nell’abitazione, i carabinieri hanno arrestato l’uomo con l’accusa di tortura

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Di Grendelkhan - 27 Agosto 2004., CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=81878

CHIERI – È riuscita a chiamare il 112 dopo dodici ore di violenze, chiedendo aiuto e raccontando di essere stata picchiata, immobilizzata e sottoposta a ripetute aggressioni da parte del compagno. La donna è stata soccorsa il 3 ottobre e trasportata in ambulanza all’ospedale di Chieri, dove è arrivata con fascette di plastica ancora strette alle caviglie e numerose lesioni sul corpo.

Ai sanitari ha raccontato che tutto era iniziato come una pratica sessuale concordata con il partner, nell’ambito del cosiddetto BDSM. Durante il rapporto, però, l’uomo avrebbe iniziato a compiere atti sempre più violenti, andando oltre quanto stabilito inizialmente. La donna ha riferito di essersi opposta e di aver revocato il proprio consenso, ma le violenze sarebbero proseguite.

La testimonianza della donna

Secondo la testimonianza della donna, per ore sarebbe stata colpita con un taser artigianale e una pistola ad aria compressa, oltre ad aver subito percosse e tentativi di strangolamento. Sarebbe stata anche immobilizzata con fascette di plastica strette ai polsi e alle caviglie.

All’arrivo in ospedale, i medici hanno riscontrato lesioni diffuse, segni di strangolamento al collo e un trauma al volto. I sanitari hanno quindi avvisato i carabinieri della Compagnia di Chieri, che hanno raccolto il racconto della donna e avviato gli accertamenti.

L’intervento dei carabinieri

I militari si sono recati nell’abitazione della coppia, dove hanno trovato il compagno intento a riordinare le stanze. Secondo quanto riferito dai carabinieri, l’uomo appariva sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e avrebbe dichiarato che anche la donna ne aveva fatto uso.

La casa era in disordine, con segni ritenuti compatibili con una colluttazione. Durante la perquisizione i carabinieri hanno trovato uno strumento artigianale fissato alla parete, che l’uomo avrebbe ammesso di aver utilizzato per tenere la compagna sospesa per i polsi.

Sono stati inoltre rinvenuti un dispositivo elettrico ricavato modificando una racchetta antizanzare, una pistola a gas con numerosi proiettili e diversi oggetti utilizzati per pratiche sessuali estreme, tra cui strumenti con punte e catene metalliche.

Sulla base della testimonianza della donna e degli elementi raccolti nell’abitazione, i carabinieri hanno arrestato l’uomo con l’accusa di tortura.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, su richiesta della Procura, ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.

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