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Parole in collina tra chiese e cappelle del Monferrato. Patrizia Monzeglio racconta

L’intervista con Patrizia Monzeglio

Gabriele Farina

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ASTI – Le colline del Monferrato sono principalmente una distesa di vigne che paiono dipinte a mano cambiando colore a seconda delle stagioni. Questo splendido quadro di versi, rossi, gialli e arancioni (e blu e viola quando i frutti gonfiano i filari) è però anche puntellato di chiese, chiesette, cappelle e altarini, simboli di un lavoro nei campi molti scandito dalla religione e dalla presenza del sacro.

La nuova edizione di Parole in collina di Neos (che nasce dall’omonimo concorso) è dedicata proprio a questi luoghi e porta il titolo piuttosto esemplificativo di Monferrato, dove la fede si fa paesaggio.

Sono racconti che ci portano a volte in tempi lontani, altre volte sono ambientati al tempo presente. Sempre però raccontano di un territorio legato alla terra, alla fatica, al lavoro, alla speranza che spesso si fonde con la preghiera.

Ne abbiamo parlato con Patrizia Monzeglio, Presidente del Comitato organizzatore del premio “Parole in collina.”

L’intervista con Patrizia Monzeglio

Una nuova edizione del premio Parole in collina, una nuova raccolta di racconti. Siamo in Monferrato e questa volta ci si concentra su chiese, cappelle, santuari, luoghi di preghiera e di culto. Il territorio ne è costellato. Qual è il panorama che è venuto fuori da questi racconti?

Un panorama molto variegato perché il tema di questa IV edizione del Premio di Narrativa della Neos Edizioni si presta a molte interpretazioni. Il titolo dell’antologia che raccoglie i racconti finalisti infatti è “Monferrato, dove la fede si fa paesaggio”. La raccolta mette in luce come i luoghi di culto abbiano contribuito a disegnare nei secoli il paesaggio che oggi osserviamo, e allo stesso tempo come siano capaci di influenzare il mondo interiore delle persone. Gli autori raccontano come un santuario, una chiesa, o anche solo una sperduta cappella votiva, rappresentano elementi capaci di evocare ricordi o di risvegliare la fantasia, offrendo un’ampia gamma di spunti narrativi.

Quali sono i temi affrontati nei racconti?

Innanzi tutto quello della spiritualità intesa come fede, come adesione a un credo religioso. Quindi il valore della preghiera come rifugio, come speranza o come ringraziamento. In quest’ultimo caso si fa riferimento anche a forme di devozione popolare come gli ex voto che costellano le pareti delle chiese.
Poi la spiritualità è sviluppata nei racconti anche come ricerca di senso, l’essere umano che si interroga sul significato della vita, sul suo rapporto con la natura e con il trascendente.
Le storie sono molto diverse e fanno riferimento non solo alla nostra contemporaneità, ma anche al passato, con ambientazioni medievali o del secolo scorso, durante la Prima o la Seconda Guerra Mondiale.

Quanto questi luoghi sono legati al lavoro nei campi che ha sempre caratterizzato il territorio?

Molti racconti traggono ispirazione dal mondo contadino perché ancora nel ‘900, in Monferrato, l’agricoltura era l’attività principale delle famiglie. Il rapporto con la terra è un elemento che di volta in volta viene richiamato come qualcosa che, pur nella fatica, manteneva una sua sacralità. Il lavoro come preghiera, la terra come memoria di una spiritualità anche pagana, il paesaggio collinare e la piccola comunità come luogo in cui è possibile conservare una certa umanità, in contrapposizione le dinamiche spietate che caratterizzano l’industrializzazione, la vita di città e le logiche del consumo.

Ci sono dei luoghi che ha scoperto e che ti hanno affascinato in questa nuova avventura?

Sì, molti luoghi non li conoscevo e proprio grazie a questa antologia avrò modo presto di scoprirli. Infatti il Premio di Narrativa “Parole in collina” offre, come valore aggiunto rispetto ad altri concorsi, l’organizzazione di un tour sul territorio per far conoscere l’antologia. Lo scopo è quello di dare visibilità agli autori e ai loro racconti, oltre che di coinvolgere le istituzioni locali, le associazioni e le biblioteche. L’anno scorso ad esempio abbiamo presentato il volume “Gente del Monferrato” in 15 Comuni i cui erano ambientate le storie pubblicate nel libro.
Sarò però anche felice di tornare in luoghi che conosco bene a cominciare dal Santuario di Crea e dalla chiesa di Vignale, fino ad arrivare alla Sinagoga di Casale.

La raccolta è ancora una volta corredata da fotografie che ci mostrano quanto viene evocato dalle parole…

Sì, il Monferrato ogni anno è raccontato attraverso parole e immagini. A contribuire a questo secondo aspetto è il Club per l’UNESCO di Vignale Monferrato che si occupa della selezione delle fotografie. Sono scatti di fotografi diversi che immortalano il paesaggio monferrino traendo spunto dal tema dell’antologia. Con un QRCode pubblicato nel volume è poi possibile vedere le stesse immagini ad alta definizione su un computer o su un telefono.

Il “paese narrato” di questa edizione è Castagnole Monferrato. Come possiamo raccontarlo?

Il racconto di Alberto Maffiotti, intitolato “L’edicola votiva” e ambientato a Castagnole Monferrato, si è classificato primo vincendo il “Premio speciale Città di Casale 2026” di mille euro. È un bellissimo racconto e narra di un incontro fra un aspirante scrittore e il proprietario di una cascina e custode dell’edicola votiva “Madonna con bambino”. Il paese di Castagnole si staglia sullo sfondo fra “veli di nebbia” e “cascine di mattoni rossi”, con il campanile che domina la collina contornata da vigne. Una terra che conserva la memoria della fede sin dall’era pagana, memoria rimasta sempre viva attraversando la cristianità fino ad oggi.
Ma il Premio “Parole in Collina” quest’anno riserva una sorpresa.
Sabato 24 ottobre 2026, ad Alessandria dove verrà consegnata la targa di “Paese Narrato 2026” al sindaco di Castagnole Monferrato, sarà assegnato un nuovo Premio. Il “Premio Speciale Città di Alessandria 2026”, anch’esso di mille euro, al racconto che meglio ha saputo descrivere e valorizzare il paesaggio. Tutti i finalisti, escluso il primo classificato già premiato a Casale, tornano quindi in corsa per questo riconoscimento.
Un segnale importante da parte delle istituzioni che, anche con la concessione dei patrocini della Regione Piemonte e delle province di Alessandria e Asti, stanno sostenendo il progetto “Parole in Collina” che vediamo crescere anno dopo anno.

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