CronacaTorino
Sparatoria a Chivasso, due arresti per la gambizzazione di Francesco Ilacqua: l’ipotesi del metodo mafioso
Le accuse contestate sono di tentato omicidio premeditato e porto illegale di arma in luogo pubblico, con l’aggravante del metodo mafioso
CHIVASSO – Due persone sono state arrestate per la sparatoria avvenuta il 30 giugno a Chivasso, quando Francesco Ilacqua, 48 anni, era stato raggiunto da cinque colpi di arma da fuoco alle gambe. L’aggressione era avvenuta in pieno giorno, in strada, a poca distanza da una scuola materna e da un liceo.
La vittima era stata soccorsa e trasportata all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Per gli investigatori, dietro la sparatoria ci sarebbero contrasti di natura familiare maturati in un contesto criminale di matrice ’ndranghetista.
Due arresti per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso
Gli agenti di polizia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Torino.
Le accuse contestate sono di tentato omicidio premeditato e porto illegale di arma in luogo pubblico, con l’aggravante del metodo mafioso.
Per uno dei due indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per il secondo sono stati stabiliti gli arresti domiciliari. Il primo era già stato arrestato in flagranza per detenzione illegale di arma da sparo.
I contrasti familiari e il contesto criminale
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la gambizzazione sarebbe maturata nell’ambito di contrasti familiari, all’interno di un contesto riconducibile alla criminalità organizzata di matrice ’ndranghetista.
Francesco Ilacqua era già comparso in precedenti inchieste relative alla criminalità organizzata e al traffico di droga. Anche la sua famiglia è stata coinvolta in vicende giudiziarie legate alla criminalità: il padre era ritenuto il mandante del triplice omicidio avvenuto a San Martino nel 1987.
Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere propositi ritorsivi da parte dei due arrestati, legati ad altre vicende personali. Un elemento che, secondo gli inquirenti, contribuisce a delineare il quadro nel quale sarebbe maturata la sparatoria.
Una pistola pronta a sparare
Nel corso degli accertamenti, nell’abitazione di uno dei due arrestati è stata trovata una pistola calibro non specificato nel testo, con il caricatore rifornito di munizioni.
Il ritrovamento dell’arma, pronta all’uso, rappresenta un ulteriore elemento emerso nell’ambito dell’indagine. Gli investigatori stanno ricostruendo le responsabilità dei coinvolti e le circostanze che hanno portato all’aggressione del 30 giugno.
Le accuse contestate dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati.
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