AstiLavoro
Vertenza Konecta in Piemonte: lo scontro sugli ammortizzatori sociali
I sindacati chiedono l’intervento del Ministero
ASTI – Dopo i piani di accentramento verso la sede torinese di Konecta, che nei mesi scorsi hanno innescato un progressivo svuotamento dei poli territoriali di Asti e Ivrea tra trasferimenti forzati e dimissioni, la crisi della multinazionale dei servizi Crm-Bpo approda a un nuovo punto di rottura.
L’allarme dei sindacati
Nel corso dell’ultimo vertice sindacale, l’azienda ha confermato la volontà di proseguire la riorganizzazione in maniera ancora più netta qualora non si arrivi a stretto giro a un accordo vincolante sulla copertura degli ammortizzatori sociali. Uno scenario che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, rischia di tradursi in pesanti ricadute sui livelli occupazionali dei tre siti piemontesi di Torino, Asti e Ivrea.
I segretari generali regionali Alberto Revel (Slc Cgil), Anna De Bella (Fistel Cisl) e Maria Luisa Lanzaro (Uilfpc) hanno espresso forte preoccupazione per la posizione espressa dal management, sollecitando l’apertura immediata di un tavolo di crisi a livello governativo: «È necessaria al più presto una convocazione da parte del Ministero: la crisi riguarda la più grande realtà del settore, ma porta all’attenzione dell’esecutivo una difficoltà strutturale che coinvolge l’intero comparto. La vertenza deve tenere conto dei sacrifici già sostenuti dal personale in termini di uscite volontarie».
Le sigle sindacali valuteranno adesso la proclamazione di iniziative di mobilitazione e sciopero per tutelare i lavoratori piemontesi e sbloccare il confronto con le istituzioni nazionali.
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