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Torino, Lo Russo condanna le violenze del 24 ottobre: Serve un Piano nazionale per i giovani

L’intervento dovrebbe comprendere un programma di rigenerazione urbana, investimenti nelle periferie, recupero del patrimonio di edilizia pubblica e nuovi studentati.

Gabriele Farina

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TORINO – Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo è intervenuto in Consiglio comunale per commentare gli episodi di violenza avvenuti durante la manifestazione del 24 ottobre contro il carovita e il riarmo. Nel corso della seduta, il primo cittadino ha condannato con fermezza quanto accaduto, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine, alle persone coinvolte e ai commercianti che hanno subito danni, ma ha anche richiamato l’attenzione sulle ragioni sociali ed economiche che portano migliaia di giovani, studenti e lavoratori a scendere in piazza.

Le comunicazioni del sindaco hanno aperto un confronto in Sala Rossa nel quale sono emerse posizioni diverse tra maggioranza e opposizione, sia sulla gestione dell’ordine pubblico sia sulle responsabilità politiche legate alla manifestazione.

Lo Russo: «Le ragioni del disagio vanno affrontate»

«Con la massima fermezza» il sindaco ha condannato gli episodi violenti, ribadendo la vicinanza alle forze dell’ordine e a tutti coloro che hanno subito conseguenze durante la manifestazione.

Secondo Lo Russo, tuttavia, le istituzioni devono affrontare anche le cause profonde del malessere sociale. Il costo della vita, della casa, dell’energia e dei trasporti pesa sempre di più sui bilanci familiari, mentre il potere d’acquisto diminuisce e il lavoro povero continua a rappresentare un problema.

Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato alcuni dati economici. Secondo quanto riferito in aula, nel primo trimestre del 2026 i salari reali italiani erano ancora inferiori del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre nel 2025 il Pil italiano sarebbe cresciuto dello 0,6%, contro l’1,4% dell’Unione europea.

Lo Russo ha citato anche il livello della pressione fiscale, indicato al 42,9% del Pil, e il tasso di occupazione italiano del primo trimestre 2026, pari al 62,8%, rispetto a una media del 72,1% nei Paesi dell’Osce.

Per il primo cittadino, dopo quattro anni di Governo i risultati restano insufficienti sul fronte della crescita economica, dei salari e delle opportunità per le nuove generazioni.

Casa, lavoro e formazione: la proposta di un Piano per i giovani

Il sindaco ha allargato il ragionamento alle difficoltà che riguardano il territorio, citando la carenza di medici di famiglia e la presenza di 2.900 alloggi pubblici vuoti e inaccessibili, mentre migliaia di famiglie sono ancora in attesa di una casa.

Il rischio, secondo Lo Russo, è che per una parte crescente dei giovani il futuro finisca per diventare un privilegio anziché una possibilità concreta.

Da qui la proposta di un grande Piano nazionale per le nuove generazioni, definito dal sindaco una sorta di «Piano Marshall» per i giovani. L’intervento dovrebbe comprendere un programma di rigenerazione urbana, investimenti nelle periferie, recupero del patrimonio di edilizia pubblica e nuovi studentati.

A queste misure, nelle intenzioni del primo cittadino, dovrebbero affiancarsi politiche capaci di creare opportunità occupazionali e garantire il diritto allo studio e alla formazione indipendentemente dalle condizioni economiche delle famiglie.

Lo Russo ha rivendicato gli investimenti realizzati a Torino per la rigenerazione urbana, anche grazie ai fondi del Pnrr, sottolineando però la necessità di una strategia nazionale condivisa tra Governo, Regioni e Comuni.

Il sindaco ha inoltre ricordato che i primi cittadini hanno chiesto un incontro urgente alla presidente del Consiglio, dichiarandosi disponibili a partecipare a un tavolo istituzionale per individuare risposte concrete.

«Dare una prospettiva ai giovani significa dare prospettive all’Italia», ha concluso.

Le opposizioni: scontro sulle responsabilità politiche

Dopo l’intervento del sindaco, il dibattito in Consiglio comunale ha registrato valutazioni differenti sulle cause della protesta e sulla gestione della manifestazione.

Sara Diena, di Alleanza Verdi Sinistra, ha richiamato lo slogan «Siamo il futuro senza un futuro», descrivendo le preoccupazioni di giovani che faticano a trovare un lavoro adeguatamente retribuito e a sostenere i costi della vita. La consigliera ha criticato le politiche del Governo, accusandolo di privilegiare i decreti sicurezza rispetto agli investimenti in sanità, trasporti e diritto allo studio.

Di segno opposto l’intervento di Pino Iannò, di Torino Libero Pensiero, che avrebbe preferito un confronto più concentrato sulle responsabilità dell’amministrazione comunale e sulla gestione del disagio. Iannò ha sostenuto che la manifestazione, nata con l’obiettivo di protestare contro il carovita, sia stata compromessa da un gruppo di persone incappucciate, criticando la scelta della Giunta di trattare con interlocutori che, a suo giudizio, non avrebbero garantito il rispetto della legalità.

Ferrante De Benedictis, di Fratelli d’Italia, ha contestato al sindaco di non aver affrontato la questione politica della partecipazione alla manifestazione di alcuni esponenti della maggioranza, tra cui consiglieri comunali e regionali e un deputato, al fianco di Askatasuna. Secondo De Benedictis, le responsabilità delle tensioni non sarebbero da attribuire al Governo nazionale.

Anche Fabrizio Ricca, della Lega, ha criticato le amministrazioni di centrosinistra, sostenendo che non sia possibile alimentare aspettative senza richiamare il valore del lavoro e del sacrificio. Ricca ha distinto il diritto a manifestare dagli atti di devastazione e saccheggio, invitando il sindaco a individuare una soluzione per contrastare le azioni dei gruppi antagonisti.

Il Movimento 5 Stelle: «Manifestare è un diritto costituzionale»

Andrea Russi, del Movimento 5 Stelle, ha posto l’accento sugli interrogativi relativi alla gestione dell’ordine pubblico e sulle modalità con cui vengono autorizzate le manifestazioni. Per il consigliere, il diritto costituzionale a manifestare deve essere garantito dalle istituzioni e non può essere messo in secondo piano dal ricorso a misure repressive.

Valentina Sganga, sempre del M5S, ha condiviso l’impostazione del sindaco, criticando quella che ha definito una narrazione politica concentrata sulla sicurezza senza risposte concrete alle difficoltà quotidiane delle famiglie.

Tiziana Ciampolini, di Torino Domani, ha invece sottolineato la partecipazione pacifica di numerose persone alla manifestazione del 24 ottobre, sostenendo che gli autori delle violenze fossero una minoranza. La consigliera ha denunciato il mancato ascolto delle ragioni della protesta e proposto l’introduzione di un codice identificativo per gli agenti impegnati nei servizi di ordine pubblico, a tutela anche di chi opera correttamente.

Emanuele Busconi, di Alleanza Verdi Sinistra, ha criticato la gestione dell’ordine pubblico, parlando di una forte tensione in piazza e di interventi inadeguati.

Le altre posizioni in Sala Rossa

Pierlucio Firrao, di Torino Bellissima, ha contestato il modo in cui il sindaco ha affrontato il tema della pressione fiscale, richiamando gli aumenti di tasse e tariffe decisi dall’amministrazione comunale. Firrao si è detto favorevole a un confronto sul disagio giovanile, ma ha evidenziato le difficoltà finanziarie del Comune.

Elena Apollonio, di Alleanza dei Democratici-DemoS, ha condannato le violenze e difeso il diritto costituzionale a manifestare, mettendo in guardia dal rischio di derive autoritarie. La consigliera ha proposto un tavolo permanente per trasformare le questioni emerse in aula in proposte concrete.

Ivana Garione, dei Moderati, ha collegato la protesta alla mancanza di prospettive per i giovani, ribadendo la necessità di investire nell’educazione e condannando ogni forma di violenza.

Silvio Viale, di +Europa-Radicali Italiani, ha lamentato la ripetizione di un dibattito politico che, a suo giudizio, non produce risposte concrete. Pur riconoscendo l’esistenza del disagio sociale, ha sottolineato che questo non può giustificare la violenza.

Infine, Claudio Cerrato, del Partito democratico, ha criticato il Governo nazionale per le politiche fiscali, economiche e sociali, citando gli aumenti delle accise sul gasolio e le difficoltà negli ambiti della sanità e dell’istruzione. Per il consigliere è necessario ricostruire un patto sociale e generazionale.

Un confronto che resta aperto

La seduta del Consiglio comunale ha messo in evidenza una distanza politica significativa sulle responsabilità per quanto accaduto il 24 ottobre a Torino. Da una parte, gli esponenti del centrosinistra hanno insistito sulla necessità di ascoltare le ragioni economiche e sociali della protesta, difendendo il diritto a manifestare e condannando gli episodi violenti. Dall’altra, i rappresentanti del centrodestra hanno chiesto di concentrarsi maggiormente sulle responsabilità politiche e sulla tutela dell’ordine pubblico.

Sul tavolo resta la questione delle risposte concrete alle difficoltà delle nuove generazioni: casa, salari, lavoro, formazione e accesso ai servizi. Temi che il sindaco ha indicato come prioritari e per i quali ha chiesto un impegno condiviso tra istituzioni locali e Governo nazionale.

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