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Torino, salta l’accordo per i battelli sul Po: niente Valentino e Valentina, si riparte da zero

L’accordo, del valore complessivo di 3,2 milioni di euro, è stato interrotto lo scorso luglio per «gravi inadempimenti contrattuali»

Gabriele Farina

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TORINO – Pontili e imbarchi sono pronti, ma per rivedere le barche sul Po bisognerà aspettare ancora a lungo. Il Comune di Torino ha infatti risolto il contratto con l’azienda finlandese Mente Marine Ltd, incaricata di costruire i nuovi battelli Valentino e Valentina, destinati a rilanciare la navigazione turistica sul fiume. L’accordo, del valore complessivo di 3,2 milioni di euro, è stato interrotto lo scorso luglio per «gravi inadempimenti contrattuali», ma la notizia è emersa soltanto ora.

A renderla pubblica è stato il consigliere comunale Pierlucio Firrao di Torino Bellissima, che ha scoperto quanto accaduto attraverso una determina dirigenziale pubblicata sull’albo pretorio, relativa al recupero delle somme già versate all’azienda.

La conseguenza è che il progetto subisce una nuova, pesante battuta d’arresto. Dopo anni di attesa, per Torino si prospetta la necessità di avviare una nuova gara d’appalto, con tempi che potrebbero allungarsi fino al 2029 o addirittura al 2030, secondo le previsioni del consigliere.

Battelli sul Po, un progetto da 3,2 milioni che riparte da zero

Le nuove imbarcazioni avrebbero dovuto essere consegnate proprio in questi giorni. In un secondo momento, la scadenza era stata rinviata alla prossima primavera, per consentire di completare i lavori di riqualificazione delle banchine e del River Center.

Ora, però, il problema non riguarda più soltanto i cantieri e la sistemazione delle infrastrutture: i battelli non arriveranno dalla Finlandia e il Comune dovrà individuare un nuovo fornitore.

Il progetto era stato pensato per riportare i turisti sul Po, ripristinando un servizio interrotto dopo la devastante alluvione del 2016. A distanza di dieci anni, nonostante gli interventi sulle strutture di imbarco e le risorse destinate all’iniziativa, il ritorno della navigazione turistica si allontana ancora.

Firrao attacca la Giunta: «Notizia nascosta per oltre tre mesi»

La vicenda è al centro delle critiche di Pierlucio Firrao, che contesta alla Giunta non soltanto la gestione dell’appalto, ma anche il ritardo con cui sarebbe stata comunicata la risoluzione del contratto.

«Per oltre tre mesi la Giunta non ha avuto neppure il coraggio di comunicarlo apertamente», attacca il consigliere, sottolineando che la notizia è stata scoperta soltanto attraverso un atto amministrativo pubblicato sull’albo pretorio.

Firrao parla di un «fallimento che si è preferito nascondere, come la polvere sotto il tappeto» e sostiene che i problemi avrebbero potuto essere previsti. Secondo il consigliere, infatti, il Comune era stato avvertito delle dimensioni ridotte dell’azienda finlandese e della necessità di seguire con particolare attenzione l’avanzamento della costruzione delle due imbarcazioni.

«Avvertimenti caduti nel vuoto», afferma Firrao, che individua proprio nella mancanza di controlli e nella tardiva gestione delle criticità le principali responsabilità per lo stop al progetto.

Quando torneranno le barche sul Po a Torino?

Al momento, il percorso per riattivare la navigazione turistica dovrà ripartire dalla ricerca di un nuovo fornitore. I tempi effettivi dipenderanno dalla nuova procedura di affidamento e dalla possibilità di evitare ulteriori ritardi.

Per Firrao, il rischio concreto è che Torino debba aspettare fino al 2029 o al 2030 per vedere nuovamente i battelli sul fiume.

«Ci ritroviamo senza battelli, con una nuova gara da avviare e anni di ulteriore attesa davanti», sostiene il consigliere, che paragona la vicenda a quella di via Roma e critica la capacità dell’amministrazione di trasformare le risorse disponibili in risultati concreti.

«Come nel caso di via Roma, avere i soldi non significa saperli spendere e gestire», conclude Firrao. «È stata bruciata un’opportunità per Torino. E ai cittadini, oltre ai risultati, è mancata anche la trasparenza».

Per la città, dunque, il ritorno delle imbarcazioni sul Po resta un obiettivo ancora lontano: dopo l’interruzione del servizio nel 2016 e il nuovo stop alla fornitura, la riapertura della navigazione turistica dovrà attendere un altro passaggio amministrativo, senza una data certa per la ripartenza.

Il racconto di Firrao

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