AstiCronaca
Maximilian Grübl arrestato ad Asti, era ricercato per una frode da 63 milioni di euro
C’era un concreto e imminente rischio di fuga del sospettato verso gli Emirati Arabi Uniti
ASTI – È stato arrestato ad Asti un cittadino austriaco ricercato a livello internazionale per una maxi-truffa ai danni dell’erario tedesco. Si tratta di Maximilian Grübl, destinatario di un mandato di arresto europeo nell’ambito di un’indagine su una presunta frode fiscale da oltre 63 milioni di euro.
L’indagine internazionale e il rischio di fuga
L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile di Asti, in stretta collaborazione con la Sezione FAST del Servizio per la Cooperazione internazionale di polizia della Direzione centrale della Polizia criminale. Il lavoro investigativo si è sviluppato nei giorni scorsi grazie allo scambio informativo con gli omologhi organismi di Germania e Austria, che avevano segnalato un concreto e imminente rischio di fuga del sospettato verso gli Emirati Arabi Uniti.
Proprio questa segnalazione ha spinto gli investigatori italiani ad avviare un’attività di ricerca capillare sul territorio, finalizzata a individuare eventuali tracce del ricercato e a ricostruirne i possibili spostamenti in Italia.
Le indagini sul territorio e l’arresto
Gli accertamenti hanno riguardato anche alcune società riconducibili all’uomo e hanno permesso di individuare i mezzi presumibilmente utilizzati per i suoi spostamenti, tra cui un’auto di lusso che risultava recentemente transitata in città.
Sulla base di queste informazioni, la Polizia ha attivato un monitoraggio costante e predisposto una serie di posti di controllo mirati, con il supporto delle Volanti della Questura. L’attività di osservazione ha portato infine all’intercettazione del veicolo sospetto, a bordo del quale si trovavano una donna e un uomo poi identificato come il ricercato.
La cattura e la custodia cautelare
Una volta confermata l’identità di Maximilian Grübl, gli agenti hanno proceduto all’arresto immediato. L’uomo è stato quindi trasferito in carcere e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria italiana.
Il procedimento è ora in carico alla Corte d’Appello di Torino, che dovrà gestire le procedure legate al mandato di arresto europeo richiesto dalle autorità tedesche.
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