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Ernestina Prola, la donna che nel 1907 si mise al volante quando le auto erano ancora una rarità

Non fu la prima donna a prendere la patente perchè la patente non era stata ancora inventata

Gabriele Farina

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TORINO – Nel 1907 guidare un’automobile era un’attività per pochi. Le strade erano molto diverse da quelle di oggi, le automobili erano ancora una novità e il mondo dei motori era quasi interamente maschile. In quell’epoca una donna piemontese decise però di mettersi al volante e di ottenere il documento necessario per poter guidare legalmente.

Il suo nome era Ernestina Prola, originaria di Exilles, in Val di Susa. Il 5 giugno 1907, a 31 anni, ottenne la licenza per la conduzione di veicoli a motore. Una storia che l’ha trasformata in una delle pioniere dell’automobilismo femminile italiano.

Ernestina Prola, da Exilles alla Torino dei pionieri dell’automobile

Ernestina Prola era nata il 18 febbraio 1876 a Göeschenen, in Svizzera, ma aveva origini valsusine ed era legata a Exilles, dove la famiglia aveva una casa.

Era moglie di un ingegnere delle Ferrovie e viveva a Torino, in una città che proprio in quegli anni stava diventando uno dei principali centri italiani dell’industria automobilistica.

L’automobile era ancora lontanissima dall’essere un mezzo di trasporto di massa. Possedere una vettura era un privilegio e guidarla richiedeva competenze tecniche che andavano ben oltre quelle necessarie oggi.

Ernestina, però, aveva una vera passione per i motori.

E non si limitò a osservare il nuovo mondo dell’automobile da passeggera.

Il 5 giugno 1907 arriva la licenza di guida

La normativa italiana prevedeva già dal 1901 una licenza per la conduzione di veicoli, introdotta dal Regio decreto 28 luglio 1901, n. 416.

Per ottenerla occorreva superare una prova pratica e dimostrare di possedere le conoscenze necessarie per condurre un’automobile. La licenza era accompagnata da un libretto sul quale potevano essere registrate anche eventuali contravvenzioni.

Ernestina Prola superò la prova il 5 giugno 1907.

La notizia è particolarmente significativa se si considera il contesto dell’epoca: non solo le donne erano ancora lontane dalla piena emancipazione sociale e politica, ma l’automobile stessa era una tecnologia nuova, complessa e costosa.

Al volante della sua Peugeot, Ernestina riuscì a superare l’esame e la stampa dell’epoca ne sottolineò la capacità di guida, descrivendola come caratterizzata da «sicurezza e grazia ammirevoli».

Era nata così una delle prime grandi pioniere dell’automobilismo femminile italiano.

Non era però tecnicamente la prima donna a ottenere una licenza

Qui la storia di Ernestina Prola diventa ancora più interessante.

Per molto tempo è stata indicata semplicemente come la prima donna italiana ad aver preso la patente. È una definizione ancora presente in diverse fonti, compresi alcuni materiali istituzionali.

La ricostruzione storica più recente invita però a fare una distinzione.

Nel 1907 Prola ottenne infatti la licenza per la conduzione di veicoli, non la patente nel senso tecnico che avrebbe assunto negli anni successivi. Secondo le ricerche dell’Associazione Cultori Auto di Interesse Storico, licenze analoghe erano già state assegnate ad altre donne: nel 1902 a Carolina Cassini Sforza e Jitte Del Verme, nel 1903 a Maria Frangipane ed Emma Corinaldi Treves e nel 1906 ad Adriana Bosurgi.

La vera svolta normativa arrivò con il Regio decreto del 30 giugno 1912, n. 798.

Il nuovo sistema introdusse il certificato di idoneità a condurre automobili con motore a scoppio. E la prima donna italiana a ottenere quel documento fu la siciliana Francesca Mirabile Mancusio, nel 1913.

Questo non ridimensiona affatto l’impresa di Ernestina. Al contrario, permette di raccontarla con maggiore precisione: nel 1907 era già al volante, in un’epoca nella quale farlo era tutt’altro che normale.

Una donna al volante nella Torino dell’automobile

La sua passione non si fermò alla licenza.

Ernestina Prola divenne pilota sportiva e lavorò anche in Fiat, partecipando a quel mondo dei motori che proprio a Torino stava rapidamente crescendo.

Non era interessata soltanto alla guida. La sua curiosità per la meccanica la portò infatti a occuparsi anche di aviazione e a ottenere il brevetto di motorista d’aviazione.

Era una donna abituata a muoversi in ambienti che, all’inizio del Novecento, erano quasi esclusivamente maschili.

E non soltanto nell’automobilismo.

Le fonti ricordano infatti la sua passione per diverse discipline sportive: praticò ciclismo, tennis, nuoto e scherma e partecipò anche a competizioni sportive.

Da Torino alla casa di Exilles

Il legame con la Val di Susa rimase comunque una parte importante della sua storia.

La figura di Ernestina Prola è ancora ricordata a Exilles, dove una targa sulla casa di famiglia ne conserva la memoria. Il piccolo paese dell’Alta Valle diventa così uno dei luoghi da cui rileggere una storia che parla contemporaneamente di Piemonte, Torino e della nascita della cultura automobilistica italiana.

È facile immaginare quanto dovesse apparire insolita, all’inizio del Novecento, una donna alla guida di un’automobile sulle strade della valle.

Ma per Ernestina il volante non fu una semplice curiosità.

Fu una scelta.

Una strada di Torino porta oggi il suo nome

La sua storia è tornata a essere più conosciuta anche grazie alla toponomastica.

Nel 2023 Torino ha dedicato una strada a Ernestina Prola nell’ambito di un gruppo di quattro nuove intitolazioni dedicate a donne che si sono distinte in ambiti diversi della vita pubblica. La nuova strada si trova nella zona di Borgo Lesna, nell’area di strada della Pronda.

La Città di Torino la ricorda come pioniera dell’automobilismo, sottolineando il suo ruolo di pilota sportiva, la passione per i motori, il lavoro in Fiat e il brevetto di motorista d’aviazione.

Una scelta che restituisce visibilità a una figura rimasta per decenni quasi nascosta.

Ernestina Prola, una pioniera prima ancora della patente

Ernestina Prola morì a Torino il 29 novembre 1954, a 78 anni.

La sua vicenda attraversa quasi mezzo secolo di storia italiana: dalla comparsa delle prime automobili alla progressiva trasformazione della mobilità, dall’epoca in cui guidare era un’attività riservata a pochissimi fino alla diffusione dell’automobile nella società.

Per questo forse è riduttivo ricordarla soltanto come “la prima donna con la patente”.

La sua storia racconta qualcosa di più.

Racconta una donna piemontese che, all’inizio del Novecento, decise di entrare in un mondo che sembrava costruito per gli uomini. E lo fece mettendosi al volante, imparando a conoscere la macchina, partecipando allo sport e arrivando persino a occuparsi di aviazione.

Nel 1907 Ernestina Prola non poteva sapere quanto sarebbe cambiato il mondo dell’automobile.

Ma aveva già scelto da che parte stare: quella di chi voleva guidare.

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