Curiosità Cultura Torino
Chi era Gustavo Adolfo Rol: storia, mito e controversie dell’uomo dell’impossibile
Ancora oggi Gustavo Rol rimane un personaggio che divide l’opinione pubblica
TORINO – La figura di Gustavo Adolfo Rol occupa un posto singolare nella cultura italiana del Novecento. Considerato da alcuni un grande maestro spirituale e da altri un personaggio controverso legato al mondo dell’occulto e dell’illusionismo, Rol resta ancora oggi uno dei nomi più discussi quando si parla di fenomeni paranormali in Italia.
Le origini e la formazione
Gustavo Adolfo Rol nacque a Torino il 20 giugno 1903 e morì nella stessa città il 22 settembre 1994.
Proveniva da una famiglia benestante e ricevette un’istruzione ampia e articolata: conseguì la laurea in giurisprudenza all’Università di Torino nel 1933 e studiò anche in città europee come Londra e Parigi.
Gustavo Rol possedeva una cultura enciclopedica e interessi artistici molto estesi: suonava il violino e il pianoforte, dipingeva e si occupava di antiquariato.
Nei primi anni lavorò nel settore bancario, attività che lo portò a viaggiare e frequentare ambienti sociali di alto livello.
L’episodio decisivo e la “scoperta”
Un momento centrale nella biografia di Rol viene collocato negli anni Venti. Durante un soggiorno tra Marsiglia e Parigi, entrò in contatto con giochi di carte e fenomeni che lo spinsero a interessarsi a dimensioni considerate “paranormali”.
A 22 anni iniziò a sperimentare la possibilità di indovinare il colore delle carte senza vederle; nel 1927 annotò nel diario la famosa frase sulla “legge” che collegherebbe il colore verde, la quinta musicale e il calore.
Quell’esperienza gli provocò una profonda crisi interiore, tanto da ritirarsi per un periodo in convento.
Da quel momento, secondo i suoi sostenitori, avrebbe iniziato a sviluppare le cosiddette “possibilità”, termine con cui preferiva definire le sue capacità.
Il personaggio pubblico e le “possibilità”
A partire dagli anni Trenta Rol divenne noto in ambienti aristocratici, politici e culturali italiani.
Numerose testimonianze riferiscono dimostrazioni di telepatia, chiaroveggenza o altri fenomeni considerati straordinari.
Il sito a lui dedicato elenca una vasta fenomenologia, tra cui precognizione, telecinesi, bilocazione e presunti poteri di guarigione, che Rol avrebbe sempre messo gratuitamente “al servizio del prossimo”.
Nel corso della vita conobbe personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui Federico Fellini, Franco Zeffirelli e Dino Buzzati.
Queste frequentazioni contribuirono a rafforzare l’aura di mistero che lo circondava.
Come si definiva Rol
Un elemento interessante della sua figura è il modo in cui egli stesso rifiutava molte etichette.
Pur essendo spesso descritto come sensitivo o medium, dichiarò più volte di non appartenere al mondo della parapsicologia e di considerare i suoi esperimenti parte di una ricerca sulle potenzialità umane.
In altre occasioni sostenne di non essere “né un guaritore né un mago”, riconducendo ogni fenomeno a una dimensione spirituale legata a Dio.
Preferiva talvolta definirsi semplicemente un “cultore d’arte e pittore, musicista”.
Spiritualità e visione del mondo
Rol interpretava le sue esperienze come il segno dell’esistenza di una dimensione spirituale più profonda, accessibile all’uomo attraverso particolari stati di coscienza.
Il suo orientamento era dichiaratamente cristiano-cattolico, pur con riferimenti a concetti della tradizione orientale come samadhi o satori.
Gli esperimenti, nelle sue intenzioni, non avevano lo scopo delle sedute spiritiche – che diceva di non praticare – ma volevano dimostrare le potenzialità dell’essere umano e l’esistenza di una dimensione spirituale fuori dal tempo.
Dibattito tra fede, scetticismo e mito
La figura di Rol è stata oggetto di un lungo confronto tra sostenitori e scettici.
I devoti lo consideravano un maestro spirituale capace di prodigi, mentre i critici hanno spesso interpretato le sue dimostrazioni come fenomeni non verificati o riconducibili a tecniche illusionistiche.
Le sue presunte capacità non furono mai dimostrate in condizioni controllate e lo stesso Rol rifiutò più volte di sottoporsi a verifiche da parte di illusionisti o studiosi critici. Storica la diatriba con Piero Angela, con il quale ebbe due incontri non certo pacifici.
Proprio questa ambiguità tra testimonianze entusiastiche e mancanza di prove condivise ha contribuito a trasformarlo in una figura quasi leggendaria della cultura italiana del Novecento.
L’eredità culturale
Ancora oggi Gustavo Rol rimane un personaggio che divide l’opinione pubblica:
- per alcuni è un esempio di spiritualità vissuta e di ricerca interiore;
- per altri rappresenta uno dei casi più emblematici di suggestione collettiva legata al paranormale.
In ogni caso, la sua storia testimonia il fascino persistente che il mistero, l’occulto e l’idea di capacità umane “straordinarie” continuano a esercitare nella società contemporanea.
La combinazione di cultura, relazioni con personalità influenti e racconti di fenomeni inspiegabili ha reso Rol una figura unica, sospesa tra cronaca, spiritualità e mito.
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