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Isa Barzizza, la ragazza di Torino scoperta da Macario: così, a 17 anni, iniziò la storia della musa di Totò

Il via ufficiale alla carriera arrivò nel 1947, quando Isa Barzizza entrò nella compagnia di Macario per Le educande di San Babila. Aveva appena diciassette anni

Gabriele Farina

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TORINO – Prima di diventare la soubrette elegante e ironica che avrebbe recitato accanto a Totò, prima dei film, della televisione e dei grandi palcoscenici, Isa Barzizza fu soprattutto una ragazza di Torino.

Non era nata in città: Luisita Barzizza, questo il suo vero nome, era venuta al mondo a Sanremo il 22 novembre 1929, figlia del celebre direttore d’orchestra e compositore Pippo Barzizza e di Tatina Salesi. Ma fu a Torino che trascorse gli anni della formazione, studiò al liceo classico Vincenzo Gioberti e iniziò a frequentare quel mondo dello spettacolo nel quale sarebbe poi diventata una delle protagoniste del teatro leggero italiano.

Ed è proprio a Torino che si può cercare l’inizio della sua storia artistica.

A teatro già da bambina

La passione per il palcoscenico arrivò prestissimo. Quando era ancora una bambina, Isa veniva chiamata dalle compagnie teatrali che avevano bisogno di una giovane interprete. A soli sette anni si ritrovò così in scena accanto a Elsa Merlini nella commedia La signora Morli, una e due di Luigi Pirandello. In seguito ebbe modo di lavorare, ancora giovanissima, accanto ad attori come Ruggero Ruggeri e ai fratelli De Filippo.

Non era ancora una professionista e nemmeno immaginava quale sarebbe stata la sua strada, ma il teatro aveva già cominciato a far parte della sua vita.

Nel frattempo studiava al Gioberti e, proprio durante gli anni del liceo, iniziò a essere notata per la presenza scenica, la bellezza e soprattutto per quella vena ironica e spontanea che sarebbe diventata una delle caratteristiche della sua carriera. Gli impresari iniziarono a offrirle piccoli ruoli nelle rappresentazioni di prosa.

L’incontro che cambia tutto: arriva Macario

Il passaggio decisivo avvenne alla fine degli studi liceali.

Erminio Macario, già uno dei grandi protagonisti del teatro comico italiano, si accorse di lei e intuì che quella ragazza aveva qualcosa in più. Fu lui a chiedere personalmente al padre Pippo Barzizza di poterla scritturare per una sua rivista.

Pippo Barzizza, però, non era affatto convinto.

Il padre avrebbe preferito che la figlia continuasse gli studi e non intraprendesse una carriera nel mondo dello spettacolo. Macario dovette quindi convincerlo ad accettare. Alla fine arrivò il sì, ma con una condizione destinata a diventare uno degli episodi più curiosi della giovinezza di Isa: durante le tournée avrebbe dovuto avere sempre accanto una governante.

Una sorta di sorvegliante personale che la accompagnò per anni, nei camerini e durante gli spostamenti. La stessa Barzizza avrebbe ricordato in seguito con ironia questa particolarissima condizione, raccontando di essere stata per diverso tempo una soubrette con una governante sempre al seguito.

Il debutto con Macario nel 1947

Il via ufficiale alla carriera arrivò nel 1947, quando Isa Barzizza entrò nella compagnia di Macario per Le educande di San Babila. Aveva appena diciassette anni.

Poco dopo arrivò Follie di Amleto, nella stagione 1947-48, e la giovane attrice cominciò rapidamente a farsi conoscere dal pubblico del teatro leggero.

Era il dopoguerra e la rivista rappresentava uno degli spettacoli più popolari del Paese. In quel mondo fatto di comici, ballerine, scenografie, battute e numeri musicali, Barzizza trovò rapidamente il suo spazio.

Macario fu dunque molto più di un semplice collega: fu colui che convinse il padre a darle una possibilità e che le offrì il primo vero palcoscenico sul quale dimostrare il proprio talento.

Da Torino a Totò

La carriera di Isa Barzizza prese presto una direzione ancora più importante.

Dopo Macario arrivò Totò, che sarebbe diventato l’altro grande protagonista della sua prima stagione artistica. In teatro lavorarono insieme in C’era una volta il mondo e Bada che ti mangio, mentre al cinema la coppia avrebbe realizzato numerosi film.

Con Totò Barzizza imparò anche alcuni dei segreti più importanti del mestiere comico: il rapporto con il pubblico, i tempi della battuta, la mimica e l’utilizzo dello spazio sul palcoscenico. Lei stessa avrebbe ricordato il grande attore come un compagno di lavoro gentile e riservato.

Il cinema arrivò praticamente subito. Nel 1947 Barzizza partecipò a I due orfanelli, accanto a Totò, e negli anni successivi lavorò con lui in numerose pellicole, diventando una delle presenze femminili più riconoscibili della sua stagione cinematografica.

La Torino che aveva visto nascere l’attrice

La storia di Isa Barzizza è quindi anche una piccola storia dello spettacolo torinese del Novecento.

La città non fu il luogo della sua nascita, ma quello della sua crescita e dei suoi primi incontri con il teatro. Qui frequentò il Gioberti, qui da bambina salì sul palcoscenico accanto ad alcuni dei più importanti attori dell’epoca e qui maturò quella passione che l’avrebbe portata, ancora adolescente, davanti a Erminio Macario.

Quando Macario bussò alla porta di casa Barzizza, dunque, non si trovò davanti a una ragazza completamente estranea al teatro. Aveva già respirato l’ambiente delle compagnie, conosciuto grandi interpreti e calcato il palcoscenico.

Mancava soltanto qualcuno capace di intuire che quella giovane torinese d’adozione poteva fare il salto.

Quel qualcuno fu Macario.

E da quel momento, dal 1947, la strada di Isa Barzizza sarebbe diventata quella di una lunga carriera tra rivista, teatro, cinema e televisione: una carriera che l’avrebbe portata anche a essere protagonista della prima televisione italiana. Il 3 gennaio 1954, nel giorno dell’avvio ufficiale delle trasmissioni Rai, fu infatti protagonista de L’osteria della posta di Carlo Goldoni.

Ma tutto era cominciato molto prima, quando una bambina arrivata da Sanremo era salita su un palcoscenico torinese.

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