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Curiosità Cultura Torino

Perché le strade di Torino sono così dritte? La storia che si vede dall’alto

Una scelta precisa che ha radici molto lontane

Gabriele Farina

Pubblicato

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TORINO – Se guardate Torino dall’alto c’è una cosa che salta subito agli occhi. Le strade sembrano disegnate con un righello.

Lunghe, regolari, spesso parallele tra loro, attraversano interi quartieri creando una rete ordinata che contrasta con quella di molte altre città italiane.

Non è un’impressione. Torino è davvero una città dalla struttura particolarmente regolare.

Ma perché?

La risposta comincia molto prima delle automobili, dei semafori e dei controviali.

La prima Torino era già molto ordinata

Per capire la forma della città bisogna tornare indietro di quasi duemila anni.

La Torino romana, Augusta Taurinorum, venne progettata secondo il modello urbanistico tipico delle città romane.

Le strade principali si incrociavano secondo uno schema regolare, creando una sorta di griglia.

Il cardo e il decumano rappresentavano gli assi fondamentali della città.

Ancora oggi alcune delle vie del centro seguono, almeno in parte, l’impostazione di quell’antico reticolo.

È uno dei motivi per cui il centro storico torinese conserva una struttura così leggibile.

Poi arrivarono i Savoia

Ma la Torino che conosciamo oggi non è soltanto quella romana.

La vera trasformazione arrivò molti secoli dopo, quando la città divenne sempre più importante per la dinastia sabauda.

A partire dal Seicento Torino venne progressivamente ampliata e trasformata secondo un preciso progetto urbanistico.

Non si trattava più semplicemente di lasciare che la città crescesse.

Bisognava stabilire dove costruire le nuove strade, come collegare le piazze e come organizzare i nuovi quartieri.

Ed è qui che la regolarità che oggi ci sembra così naturale comincia a diventare una caratteristica dominante.

La città viene progettata, non semplicemente costruita

Questa è forse la cosa più interessante.

In molte città italiane il centro storico è il risultato di secoli di trasformazioni successive: strade medievali, edifici costruiti uno accanto all’altro, vicoli, ampliamenti e modifiche.

Torino ha avuto invece una storia diversa.

Le grandi espansioni della città sono state spesso pensate a tavolino.

Architetti e urbanisti progettavano strade, piazze e isolati prima che venissero costruiti gli edifici.

Il risultato è quella sensazione di ordine che ancora oggi si percepisce camminando per Torino.

Basta guardare via Po

Uno degli esempi più famosi è via Po. La strada collega piazza Castello con piazza Vittorio Veneto seguendo un tracciato rettilineo.

Ma non è soltanto una strada. È un vero progetto urbano, con i suoi portici, gli edifici allineati e la prospettiva che conduce verso il Po.

La sua costruzione risale al Seicento e faceva parte dell’espansione della città verso il fiume.

Camminandoci oggi è facile dimenticare quanto fosse ambizioso quel progetto.

E poi c’è la grande espansione verso sud

Nei secoli successivi Torino continuò a crescere.

Nuovi quartieri vennero costruiti seguendo una maglia sempre più regolare.

Strade parallele e perpendicolari formarono isolati abbastanza uniformi.

È il motivo per cui, in molte zone della città, basta conoscere due o tre strade per orientarsi facilmente.

Non è un caso. La città è stata progettata per essere leggibile.

Una città fatta di assi e prospettive

C’è poi un’altra caratteristica che rende Torino particolare. Le sue strade non servivano soltanto a collegare due punti.

Spesso erano pensate per creare prospettive monumentali.

Una strada poteva terminare davanti a una piazza.

Una piazza poteva avere come sfondo una chiesa o un palazzo.

Un asse urbano poteva condurre lo sguardo verso una collina o verso una residenza sabauda.

È una delle ragioni per cui molte passeggiate torinesi hanno una sensazione quasi teatrale.

La città è stata costruita anche per essere guardata.

Il centro è una specie di grande scacchiera

Provate a osservare una mappa del centro di Torino.

La sensazione è immediata.

Via Roma, via Lagrange, via Carlo Alberto, via XX Settembre e molte altre strade formano una rete nella quale gli isolati appaiono sorprendentemente regolari.

Naturalmente non tutto è perfettamente rettilineo.

E non tutta Torino segue lo stesso schema.

Ma la maglia ortogonale è una delle caratteristiche più riconoscibili della città.

È anche per questo che Torino è facile da attraversare

La regolarità delle strade ha avuto conseguenze anche sulla vita quotidiana.

In molte zone è relativamente semplice capire dove ci si trova.

Se una strada attraversa la città in una determinata direzione, spesso basta seguirla per parecchio tempo.

Gli incroci sono prevedibili.

Gli isolati hanno forme abbastanza regolari.

E anche quando ci si perde, spesso basta raggiungere una strada principale per ritrovare rapidamente l’orientamento.

Con buona pace di Antonello Venditti che nella sua canzone dedicata alla città cantava “Torino, strade dritte, tu mi perderai” (ma occhio, perchè qui il significato non è letterale)

Una caratteristica che oggi diamo per scontata, ma che deriva da secoli di progettazione urbana.

Torino vista dall’alto racconta una storia

È probabilmente questo l’aspetto più curioso. A livello della strada vediamo palazzi, negozi, automobili e persone.

Dall’alto, invece, compare qualcosa di completamente diverso. Compare il disegno. Le strade diventano linee. I palazzi formano blocchi regolari. Le piazze diventano nodi della rete.

E improvvisamente diventa evidente che Torino non è cresciuta tutta allo stesso modo.

È una città costruita per espansioni successive, molte delle quali seguendo un progetto preciso.

La prossima volta che camminate per Torino, guardate le strade in modo diverso

Forse è questo il bello delle città. Ci sono dettagli che vediamo tutti i giorni senza accorgerci della loro storia.

I portici. Le piazze. Le strade dritte.

Tutte caratteristiche che oggi sembrano semplicemente “torinesi”.

Ma dietro ciascuna di esse c’è una scelta.

E quando si comincia a riconoscerle, Torino cambia aspetto.

La prossima volta che attraversate una delle sue lunghe strade rettilinee, quindi, provate a guardarla non soltanto come una via che porta da un punto all’altro.

È una linea tracciata sulla città centinaia di anni fa.

E racconta ancora oggi come Torino è diventata Torino.

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