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Curiosità Enogastronomia Torino

L’incredibile origine del Punt e Mes, il vermouth simbolo dell’aperitivo torinese nato per caso

Punt e Mes, il vermouth nato a Torino grazie a una frase pronunciata in Borsa

Gabriele Farina

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TORINO – Ci sono prodotti che nascono dopo anni di studi e sperimentazioni. Altri, invece, devono la loro fortuna a una coincidenza, a un’intuizione improvvisa o addirittura a una semplice frase pronunciata quasi per caso. È proprio questo il caso del Punt e Mes, uno degli aperitivi simbolo di Torino, la cui origine è legata a un curioso episodio avvenuto oltre centocinquant’anni fa.

Una storia che inizia nel cuore di Torino

Per raccontare la nascita del Punt e Mes bisogna tornare nella Torino della seconda metà dell’Ottocento. La città era già la capitale italiana del vermouth grazie alle ricette sviluppate da numerose aziende locali e ai caffè eleganti frequentati da commercianti, industriali e uomini d’affari.

Tra questi locali c’era anche il celebre Caffè Carpano, affacciato su Piazza Castello. Era qui che si serviva il vermouth inventato da Antonio Benedetto Carpano nel 1786, una bevanda destinata a conquistare prima il Piemonte e poi il mondo.

«Un punto e mezzo!»

Secondo la tradizione, tutto accadde nel 1870.

Nel caffè alcuni agenti di Borsa stavano seguendo l’andamento dei mercati. A un certo punto arrivò la notizia che il titolo di un’azienda aveva registrato un rialzo di un punto e mezzo.

Uno dei presenti, soddisfatto per il guadagno, si rivolse al bancone ordinando semplicemente: «Dammi un punt e mes.»

Il barista interpretò quella richiesta in modo originale. Invece di servire il consueto vermouth dolce, preparò una miscela con un punto di vermouth e mezzo punto di liquore amaro, ottenendo una bevanda dal gusto più deciso e meno zuccherino.

Il risultato piacque immediatamente.

Da quel giorno i clienti iniziarono a chiedere sempre più spesso quel nuovo aperitivo, che finì per essere prodotto stabilmente con il nome dialettale di Punt e Mes, letteralmente “un punto e mezzo”.

Una leggenda diventata storia

Come spesso accade per le grandi invenzioni gastronomiche, è difficile stabilire quanto ci sia di documentato e quanto di racconto popolare.

La versione dell’agente di Borsa è però quella tramandata dalla tradizione e ripresa negli anni dalla stessa Carpano, diventando parte integrante dell’identità del marchio.

Al di là della precisione storica dell’episodio, è certo che il Punt e Mes nacque a Torino nella seconda metà dell’Ottocento e contribuì ad ampliare la già ricchissima tradizione piemontese del vermouth.

Che cos’è il Punt e Mes?

A differenza del vermouth classico, il Punt e Mes si distingue per il perfetto equilibrio tra dolcezza e amarezza.

La ricetta completa è ancora oggi custodita dall’azienda, ma si caratterizza per l’utilizzo di erbe aromatiche, spezie e un’importante componente amaricante che gli conferisce un gusto intenso e persistente.

È proprio questa personalità a renderlo particolarmente apprezzato sia come aperitivo sia nella miscelazione.

Il cocktail preferito dai bartender

Negli ultimi anni il Punt e Mes è tornato protagonista anche nei migliori cocktail bar del mondo.

Viene spesso utilizzato al posto del vermouth rosso tradizionale per dare maggiore profondità a classici come il Manhattan, il Negroni o il Boulevardier, regalando una nota amaricante che ne modifica elegantemente il profilo aromatico.

Un prodotto nato a Torino continua così a essere apprezzato ben oltre i confini piemontesi.

Torino, capitale mondiale del vermouth

La storia del Punt e Mes è solo una delle tante che testimoniano il legame tra Torino e il vermouth.

Dalla fine del Settecento la città è diventata il punto di riferimento internazionale per questo vino aromatizzato, grazie all’opera di aziende storiche che hanno esportato nel mondo un sapere fatto di botaniche, vino, spezie e tradizione.

Ancora oggi Torino celebra questo patrimonio con locali storici, musei del gusto, itinerari dedicati e una cultura dell’aperitivo che continua ad attirare visitatori da tutta Italia.

E pensare che uno dei suoi simboli più celebri potrebbe essere nato semplicemente grazie all’entusiasmo di un agente di Borsa e a una frase pronunciata davanti al bancone di un caffè: «Un punt e mes».

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