Curiosità Salute Società Torino
Dalle stanze del campanile alla cittadella della medicina: la lunga storia delle Molinette di Torino
La storia di uno degli ospedali più grandi d’Italia e la leggenda sulle sue origini
TORINO – Nel cuore di Torino, affacciato sulla riva sinistra del Po, sorge oggi uno dei più grandi complessi ospedalieri d’Italia: le Molinette. Ma la sua storia non nasce nel Novecento, né con il cemento armato dei suoi padiglioni. Affonda invece le radici in un gesto semplice e potente: quello di un uomo che decide di soccorrere un malato abbandonato.
Un’origine medievale tra fede e carità
Le fonti ufficiali concordano su un punto: le origini dell’ospedale sono avvolte nella tradizione più che nella documentazione. Tuttavia, è certo che già nel XIII secolo esistesse a Torino un “Ospedale Maggiore”, nato come opera di assistenza per i più poveri.
La leggenda fondativa racconta di un canonico del Duomo che raccolse un moribondo dalla strada e lo ospitò in una stanza del campanile della chiesa di San Giovanni. Da quell’atto di pietà prese forma una struttura destinata a crescere nei secoli.
Per lungo tempo l’ospedale rimase sotto la gestione dei canonici, sostenuto da elemosine, lasciti e beni immobili. Una sanità ancora profondamente legata alla Chiesa, in cui l’assistenza era prima di tutto carità.
Crisi, epidemie e trasformazioni
Come tutta la città, anche l’ospedale fu travolto dalle grandi crisi della storia. Tra tutte, la peste del 1630 — la stessa raccontata nei Promessi sposi — segnò profondamente la vita sanitaria del territorio piemontese.
Nei secoli successivi, tra difficoltà economiche e riorganizzazioni, l’Ospedale Maggiore consolidò il proprio ruolo, fino a diventare il principale punto di riferimento sanitario cittadino.
Con l’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale, nel 1915, la struttura venne convertita in ospedale militare di riserva, segnando il passaggio da istituzione caritativa a ingranaggio del sistema sanitario moderno.
Il sogno della “città ospedaliera”
All’inizio del Novecento, Torino cresce rapidamente: industria, popolazione, bisogni sanitari. Il vecchio ospedale non basta più.
Dopo anni di dibattiti, nel 1928 viene decisa la costruzione di una nuova “città della salute” nella zona sud, lungo il Po, in un’area di circa 140.000 metri quadrati.
Qui un tempo sorgevano mulini alimentati da sorgenti naturali: la “Molinetta”. Da questo elemento geografico deriva il nome popolare destinato a diventare celebre: le Molinette.
Il progetto, firmato dagli ingegneri Eugenio Mollino e Michele Bongiovanni, interpreta le più avanzate teorie ospedaliere dell’epoca: padiglioni separati, collegati da gallerie, immersi nella luce e nel verde.
1935: nasce un simbolo della medicina italiana
Il 9 novembre 1935 il nuovo ospedale viene inaugurato alla presenza del re Vittorio Emanuele III. È una struttura imponente, con oltre 1.600 posti letto e una vasta gamma di reparti specialistici.
Non è solo un ospedale: è una vera cittadella sanitaria, che comprende anche il San Lazzaro (dermatologico) e la Regia Opera di Maternità, con una delle prime scuole di ostetricia d’Europa.
Il complesso rappresenta un punto di svolta: la medicina diventa organizzazione, ricerca, formazione. Torino si dota di una struttura all’avanguardia, destinata a diventare un riferimento nazionale.
La guerra e la resilienza
La Seconda guerra mondiale segna una delle pagine più drammatiche della storia delle Molinette.
Tra il 1943 e il 1944 l’ospedale viene bombardato più volte, a causa della vicinanza con il Lingotto e la linea ferroviaria. Interi padiglioni vengono danneggiati, ma la struttura continua a funzionare, almeno in parte.
Nei sotterranei viene allestito un rifugio antiaereo, dove i pazienti vengono curati durante i bombardamenti. È l’immagine concreta di una sanità che resiste anche sotto le bombe.
Dal dopoguerra all’eccellenza sanitaria
Dopo la ricostruzione, le Molinette entrano in una fase di espansione continua. Nuovi padiglioni, sopraelevazioni, reparti specializzati trasformano progressivamente l’impianto originario.
Nel tempo diventano uno dei poli sanitari più importanti del Paese, con reparti di eccellenza e una forte integrazione con l’università e la ricerca medica.
Nel 2012 nasce l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Città della Salute e della Scienza di Torino”, che riunisce diverse strutture sanitarie cittadine, consolidando ulteriormente il ruolo centrale delle Molinette nel sistema sanitario piemontese.
Un ospedale che è anche città
Oggi le Molinette non sono solo un ospedale: sono un organismo complesso, stratificato, cresciuto insieme a Torino.
Dai pochi letti di un campanile medievale a una rete di padiglioni collegati da corridoi e tunnel, la loro storia racconta l’evoluzione della sanità, ma anche quella della società: dalla carità religiosa alla medicina tecnologica, dall’assistenza locale alla ricerca d’eccellenza.
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