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Aiazzone a Biella: dal sogno televisivo di Giorgio a capannoni vuoti trasformati in discarica

Redazione Quotidiano Piemontese

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Biella per molti anno è stata legata nell’immaginario televisivo alle pubblicità martellanti di Aiazzone che dal 1981 su TeleBiella iniziò la sua crescita imprenditoriale e televisiva. Dopo la morte di Giorgio Aiazzone in un incidente aereo nell’estate del 1986 a 39 anni.

Enrica Aiazzone racconta il fratello

Racconta Il Corriere della Sera

La Città del Mobile adesso è solo desolazione, pareti e muri scrostati che negli ultimi anni hanno ospitato spacciatori di droga e giganteschi rave party clandestini. Negli ultimi anni era diventata una discarica clandestina. Una volta dentro, ci si perde in uno spazio enorme e abbandonato. A essere precisi, sono sessantamila metri quadrati di capannoni, 40.000 di sotterranei, altri 80.000 di piazzali, due chilometri di facciate, vetrine e uffici spaccati, sventrati, devastati in ogni modo possibile. Dalla ex statale Trossi, ora declassata a provinciale, l’unica via che collega la città all’autostrada, non arriva un rumore. Sembra l’ennesimo vuoto a perdere del nostro declino.

Una delle pubblicità storiche di Aiazzone

 

 

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