SaluteTorino
A Torino arriva la prima richiesta di suicidio medicalmente assistito: istituita la commissione per la valutazione del caso
La commissione avrà a disposizione 45 giorni per valutare il caso e redigere un documento tecnico, che sarà poi inviato al comitato etico territoriale per il parere finale
TORINO – Per la prima volta, l’Asl To4, che copre il territorio nord-orientale della provincia di Torino, si trova a gestire una richiesta di attivazione della procedura di suicidio medicalmente assistito, pervenuta dal Chivassese, ai sensi della sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale.
La decisione dei supremi giudici stabilisce che, in assenza di una legge nazionale specifica, una persona affetta da malattia irreversibile e costretta a vivere in condizioni di sofferenza fisica o psicologica insopportabile, ha diritto a ricevere aiuto medico alla morte volontaria. La richiesta deve essere presentata all’azienda sanitaria di competenza, che attiva il relativo percorso.
L’istanza, arrivata nel mese di giugno 2025, è stata comunicata al comitato etico territoriale per le valutazioni di competenza. Parallelamente, con una delibera firmata il 5 settembre 2025, il direttore generale Luigi Vercellino ha istituito una commissione aziendale multidisciplinare incaricata di esaminare il caso e di verificare il rispetto dei requisiti previsti dalla sentenza.
Composizione della commissione e procedure
Il gruppo di valutazione sarà formato da un palliativista, un medico legale, un rianimatore, un neurologo, un farmacista, uno psichiatra e uno psicologo, tutti dipendenti dell’Asl To4 e individuati consultando i direttori e i responsabili dei diversi servizi. Ai professionisti coinvolti è garantita la possibilità di esercitare l’obiezione di coscienza.
La commissione avrà a disposizione 45 giorni per valutare il caso e redigere un documento tecnico, che sarà poi inviato al comitato etico territoriale per il parere finale. Nel frattempo, il direttore del distretto di residenza della persona ha il compito di attivare un percorso di cure palliative, salvo rifiuto documentato da parte del paziente.
Questo primo caso rappresenta un momento delicato e storico per l’Asl To4, che dovrà bilanciare le indicazioni della Corte Costituzionale con le esigenze etiche e cliniche dei professionisti coinvolti, tracciando un percorso che potrebbe diventare un modello di riferimento per le future istanze sul territorio piemontese.
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