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Caos all’aeroporto di Caselle: sindacati denunciano disservizi, tensioni e rischi per la sicurezza

Vengono inoltre segnalati malori tra i lavoratori, costretti a operare per ore al freddo senza assistenza adeguata, e situazioni di forte disagio tra i giovani rampisti

Gabriele Farina

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TORINO – Ancora ore di caos all’aeroporto di Torino-Caselle. Dopo quanto già accaduto la scorsa domenica, l’ultimo weekend ha fatto registrare una nuova e grave situazione di disservizi che ha esasperato i passeggeri e messo sotto forte pressione lavoratrici e lavoratori dello scalo. A denunciarlo sono Filt-CGIL, Fit-Cisl, Uiltrasporti e UGL Trasporto Aereo, che parlano apertamente di “gravissimo stato di caos e insicurezza”.

Il bilancio è definito “inaccettabile”: lunghe attese – anche di diverse ore – per la riconsegna dei bagagli, voli dirottati gestiti “nell’anarchia operativa” e personale aeroportuale lasciato solo a fronteggiare la rabbia dei viaggiatori. “Ancora una volta – sottolineano i sindacati – le lavoratrici e i lavoratori sono stati trasformati in bersagli in prima linea”.

Il personale abbandonato

Secondo le organizzazioni sindacali, il livello di tensione ha superato la soglia di guardia. In particolare, nel settore Lost&Found il personale sarebbe stato abbandonato senza adeguato supporto, tanto da rendere necessario l’intervento delle forze dell’ordine per garantire l’ordine pubblico. Vengono inoltre segnalati malori tra i lavoratori, costretti a operare per ore al freddo senza assistenza adeguata, e situazioni di forte disagio tra i giovani rampisti, lasciati senza indicazioni operative e senza un coordinamento efficace.

A peggiorare il quadro, una serie di criticità strutturali: la cronica mancanza di carrelli, l’assenza di coordinamento tra il gestore aeroportuale Sagat, le società di handling e Aviapartner, e persino il guasto a uno dei nastri per il ritiro dei bagagli. Un insieme di fattori che, secondo i sindacati, ha reso ingestibile l’arrivo improvviso di passeggeri aggiuntivi dovuto al dirottamento di quattro voli provenienti da Bergamo-Orio al Serio, mandando in tilt l’intero sistema di gestione dei bagagli tra valigie perse, ritardi e proteste.

Quali le cause

“È inaccettabile – affermano le sigle sindacali – che le aziende che operano a Caselle abbandonino i propri dipendenti a un rischio concreto di aggressione e violenza”.

Le cause del caos, secondo Filt-CGIL, Fit-Cisl, Uiltrasporti e UGL, vanno ricercate in una programmazione dei picchi invernali giudicata “del tutto inadeguata”. A fronte della disponibilità dichiarata dallo scalo ad accogliere ulteriore traffico, anche in prospettiva di eventi futuri come Milano-Cortina, non sarebbe però seguito un reale adeguamento delle infrastrutture, della filiera del trasporto bagagli, degli organici, dei mezzi – ritenuti oggi non sicuri e non adeguati – e delle procedure di sicurezza.

“Non possiamo aspettare che accada l’irreparabile”, avvertono i sindacati, che ricordano come sia già in corso una procedura di sciopero unitaria nei confronti di Sagat Handling. Nelle prossime ore, aggiungono, verrà valutata anche l’eventuale estensione dell’agitazione a tutte le aziende operanti all’interno del sito aeroportuale di Caselle.

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