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Palazzo Atc di Torino con ascensore rotto da inizio dicembre: abbiamo anziani e disabili che non possono muoversi
La denuncia dei residenti, che da oltre un mese non riescono a farsi ascoltare. Il palazzo è ad alta concentrazione di anziani e disabili
TORINO – C’è un palazzo Atc di Torino, in via Maddalene 14/1, che dai primissimi giorni di dicembre deve fare i conti con un ascensore rotto. Si tratta di un palazzo di 8 piani dove vivono 16 famiglie, molte delle quali con disabili e anziani che sono praticamente bloccati in casa da un mese e mezzo.
I residenti hanno ovviamente fatto molteplici segnalazioni ma dopo un primo sopralluogo dall’Atc non si sarebbe più fatto vedere nessuno. Un cartello avverte dell’ascensore guasto e che il problema è serio: c’è bisogno di sostituire il motore che non si sa quando arriverà. “I tempi di ripristino – c’è scritto – sono difficilmente stimabili.” Gli abitanti intanto si arrangiano come possono.

Le storie dei residenti
Il che vuol dire piuttosto male. All’ottavo piano abita una famiglia con una ragazzino disabile, che più volte al giorno deve uscire di casa per andare a scuola e alle sue varie attività. Da un mese e mezzo la madre se lo carica in spalle per salire a scendere gli 8 piani.
La dirimpettaia è una donna di 92 anni, che ormai esce il minimo indispensabile. Ci pensa la figlia, a sua volta anziana, a portarle la spesa tutti i giorni arrivando da fuori Torino.
Al quarto piano abita invece un uomo disabile che i vicini avevano dato per disperso. Lo hanno cercato al telefono per scoprire che dal giorno della rottura dell’ascensore non è più uscito di casa.
Una signora anziana, che abita al sesto piano, da quelle scale che deve salire e scendere tutti i giorni è già caduta. Due volte.
L’appello al comune e all’Atc
A questo punto, vista la situazione, è inevitabile un appello all’Atc e al comune di Torino perchè il caso del palazzo di via Maddalene, nella Circoscrizione 6, venga affrontato e risolto al più presto, intanto perchè è inaccettabile che un disagio del genere si prolunghi per 45 giornie poi perchè davvero c’è il rischio che le conseguenze, già drammatiche sulla vita dei residenti, possano diventare ancora peggiori con infortuni anche molto seri.
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