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Piemonte, tregua dal maltempo ma in settimana torna la neve: fino a 60 cm sulle Alpi, fiocchi possibili anche in pianura
Le previsioni per la settimana in arrivo
TORINO – Dopo un fine settimana segnato da forte instabilità e dal passaggio di due rapide perturbazioni, il Piemonte si concede una breve pausa più luminosa. Ma sarà solo un intervallo: già da martedì è atteso un nuovo peggioramento con il ritorno della neve fino a quote molto basse e accumuli importanti in montagna. A fare il punto è il meteorologo Andrea Vuolo.
Lunedì più soleggiato, ma attenzione alle valanghe
Da oggi pomeriggio si è aperta una finestra più soleggiata su gran parte della regione, accompagnata da un deciso rialzo delle temperature massime. Una tregua che però non deve far abbassare la guardia in montagna.
Le nevicate delle ultime 48 ore hanno infatti lasciato sul terreno 15–30 centimetri di neve fresca oltre i 1.500 metri, con punte di 35–40 cm sull’alto Piemonte, le zone più esposte alle correnti umide meridionali. Ne deriva un marcato pericolo valanghe su tutto l’arco alpino piemontese.
La giornata di lunedì 26 gennaio si aprirà con nebbie e nubi basse diffuse tra notte e prima mattinata su pianure e aree collinari, ma con ampie schiarite dal pomeriggio, destinate a proseguire fino all’alba di martedì, pur con velature in transito.
Martedì cambia tutto: arriva la terza perturbazione
Il canale depressionario attivo da giorni tra Nord Atlantico e Mediterraneo porterà verso le Alpi occidentali una nuova perturbazione, la terza in pochi giorni.
- Dal tardo pomeriggio di martedì: prime deboli precipitazioni su Appennino e aree alpine di Cuneese e Torinese
- Tra sera e notte: fenomeni in estensione a tutta la regione
- Notte tra martedì e mercoledì: fase più intensa
Sono attesi fenomeni deboli o moderati, ma con rovesci anche forti:
- sulle alte valli delle Alpi Marittime e Liguri (per sfondamento da sud-ovest)
- sulle prealpi di Sesia e Verbano
Da mercoledì mattina le precipitazioni tenderanno ad attenuarsi da ovest, con ultimi fenomeni verso sera lungo il confine lombardo.
Neve protagonista: accumuli abbondanti in montagna
Si conferma il ritorno della neve su tutto l’arco alpino piemontese fino ai fondovalle.
Gli accumuli più consistenti sono attesi:
- Rilievi del Cuneese: 40–60 cm di neve fresca oltre i 1.500 m
- Alta Val Susa, Biellese, Valsesia e VCO: 30–50 cm sopra i 1.500–1.800 m
- Altrove: in media 20–30 cm
Uno scenario che farà felici gli operatori turistici, ma che potrà creare criticità su viabilità e versanti.
Fiocchi a bassa quota: possibili imbiancate anche in pianura
La parte più delicata riguarda le quote basse, dove la neve potrà spingersi in modo insolito per il periodo.
Zone più esposte:
Altopiano del Cuneese (300–400 m) – tra Fossano, Cuneo e Mondovì
- fino a 5–10 cm di neve umida in pianura
- 10–15 cm oltre i 600 m
Possibili spolverate anche:
- nei fondovalle di Langhe e Roero (tra Albese e Braidese)
- nel basso Astigiano occidentale a sud del Tanaro
- tra Acquese e Ovadese nel basso Alessandrino
- localmente a Domodossola e in Valsesia in caso di rovesci persistenti
Sull’Appennino alessandrino sud-occidentale non si escludono episodi di pioggia congelante.
Altrove, nella notte, la quota neve resterà in genere tra 500 e 800 metri, ma tra basso Canavese, Torinese e Astigiano potrà verificarsi una breve fase di pioggia mista a neve fino alle porte della pianura, con qualche centimetro possibile anche sulla collina di Torino.
In seguito è previsto un rialzo generale della quota neve:
- oltre 700–1.000 m a nord del Po
- tra 300 e 600 m altrove
Tra paesaggi bianchi e possibili disagi
Il quadro che si profila è tipicamente invernale: montagne cariche di neve, rischio valanghe elevato e la possibilità di scenari imbiancati anche a quote insolite per pianure e colline. Un mix suggestivo, ma da monitorare con attenzione per viabilità, versanti instabili e condizioni dei fondovalle.
La tregua di sole, insomma, ha le ore contate. L’inverno in Piemonte non ha ancora intenzione di farsi da parte.
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