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I conti, la Tesla e il kitesurf, il vescovo di Alessandria si difende: “Dormo in camera monastica. Cattivi o di poco intelletto per attaccarmi”

Il vescovo di Alessandria ha deciso di prendere la parola e di difendersi dalle polemiche: “Bisogna essere cattivi e persone di poco intelletto per attaccarmi su queste cose veramente incredibili”

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ALESSANDRIA – Non è passata inosservata (e come avrebbe potuto?) la notizia che il vescovo di Alessandria, Guido Gallese, è sotto osservazione da parte del Vaticano. Nelle scorse settimane, in curia è arrivato un ispettore inviato dal Dicastero per i vescovi, l’organismo della Santa Sede che vigila sul governo delle diocesi. Si tratta del cardinale Giuseppe Bertello, incaricato di verificare l’operato del presule, alla guida della diocesi da quasi 14 anni.

Sotto la lente d’ingrandimento dell’ispezione – o meglio: della visita apostolica – l’ostentazione di uno stile di vita giudicato non consono, il possesso di una Tesla, utilizzata per esempio nel Natale 2023 quando Gallese si presentò con questa auto al tradizionale pranzo dei poveri, dalla pratica del kitesurf a conti diocesani che presenterebbero dei buchi.

Il vescovo rompe il silenzio

Una situazione che ha scosso la comunità, certo, e che ha scatenato anche una certa mole di commenti sui social. E, dopo essere stato in silenzio sulla questione che lo riguarda, il vescovo di Alessandria ha deciso di prendere la parola e di difendersi dalle polemiche: “Bisogna essere cattivi e persone di poco intelletto per attaccarmi su queste cose veramente incredibili”, le parole di monsignor Guido Gallese pronunciate davanti ai fedeli nel duomo di Valenza.

“Stamattina quando mi sono svegliato nella mia camera monastica, alla faccia dell’immagine che hanno dato di me, mi è venuto da ridere…Non so se esista uno di voi che si sia svegliato in una più piccola della mia. Quando mi sono trasferito a Casa San Francesco ai progettisti arrivati per vedere come costruire la parte a me dedicata ho chiesto che la mia camera fosse tramezzata, ridotta. Con un muro in cartongesso. Perché, poi, a chi viene dopo, voglio lasciare la libertà di avere una camera più grande. Io sto bene in una piccola”, avrebbe riferito ancora il vescovo, come riportato da Rai News, che, sempre dall’altare, ha poi ringraziato per la solidarietà dimostratagli con centinaia di messaggi.

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