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CronacaTorino

Mancano i fondi del Ministero della Giustizia: niente maxi-aula per il processo sulla strage di Brandizzo

Manca il contributo del Ministero che, dopo una iniziale apertura, si è defilato

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IVREA – Un costo stimato superiore a 1,5 milioni di euro; 500 mila stanziati dalla Regione Piemonte. Ma questi fondi non sono sufficienti per allestire quella che avrebbe dovuto essere una maxi-aula da 250 posti, pronti ad accogliere indagati e parti civili, con i relativi avvocati, e pubblico per il processo sulla strage di Brandizzo. A mancare è il contributo da parte del Ministero della Giustizia che, dopo una iniziale apertura, si è defilato.

Il tribunale di Ivrea non ha abbastanza spazio per ospitare un processo di tale portata, ma anche per altri grandi processi previsti: dall’incidente di Caselle all’inchiesta sull’Asl To 4 e l’ospedale di Settimo fino a quello per le violenze in carcere. Per questo aveva già individuato l’area per allestire l’aula nel Meeting point, per il quale il Comune di Ivrea aveva già redatto un progetto.

Senza tutti i fondi, però, nulla da fare. Ma, come riporta Rai News, con i fondi messi a disposizione dalla Regione, si cercherà comunque una soluzione alternativa, meno capiente e dunque meno costosa, a partire da altri immobili comunali nei paraggi. Questo anche al fine di evitare che il processo venga trasferito a Torino.

Solo un paio di mesi fa era stato diffuso nuovo materiale sulla strage di Brandizzo del 30 agosto 2023, quando cinque operai Rfi – Giuseppe Aversa, Kevin Laganà, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Sorvillo e Michael Zanera – al lavoro sui binari persero la vita travolti da un treno.

Si tratta, in particolare di un video della Polizia che riprende l’accaduto. Gli inquirenti hanno sovrapposto le immagini delle telecamere di sorveglianza e l’audio delle telefonate tra Antonio Massa, caposcorta Rfi indagato per omicidio colposo, la dirigente della circolazione, e Andrea Girardin Gibin, responsabile della squadra di operai Sigifer, anche lui indagato.

Nel filmato si possono vedere i momenti precedenti lo schianto, quando la squadra di Gibin comunica di voler iniziare i lavori (ma ancora senza autorizzazione da parte della sala di controllo Rfi), il passaggio di un treno ritenuto dalla squadra l’ultimo della serata, poi gli operai che iniziano l’intervento e l’inatteso passaggio di un altro treno che investe i lavoratori, nonché la reazione immediata di Massa e della dirigente.

Il video è agli atti dell’inchiesta della procura di Ivrea, conclusa lo scorso luglio, chiamata a fare luce sulla morte dei 5 operai. Sono 24 gli indagati in totale, di cui 21 persone e tre società, a vario titolo accusati di omicidio colposo.

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