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TORINO – Una marea umana sta manifestando per le strade del centro di Torino: è il corteo nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, ma anche contro il governo Meloni, la guerra, la militarizzazione dei territori.

Una manifestazione imponente con una importante partecipazione cittadina, andata anche oltre le aspettative. Secondo gli organizzatori sono ben oltre 50mila le persone in corteo; 15mila per la Digos. Mille gli agenti schierati, mentre rimane alta l’attenzione per scongiurare episodi violenti e di guerriglia urbana.

I tre distinti percorsi del corteo

Il primo spezzone del corteo si è mosso dalla stazione di Porta Susa e raccoglie i sindacati – tra cui Usb, Cobas Scuola e Si Cobas – i giovani dell’assemblea studentesca, gli esponenti di Potere al Popolo e i militanti del Gabrio. Questi, poi, hanno raggiunto Porta Nuova, dove si sono uniti con il Movimento No Tav, Torino per Gaza, Non Una di Meno, Extinction Rebellion e i Fridays for Future. Insieme hanno attraversato i corsi Vittorio e Cairoli.

L’altro spezzone di manifestanti partito da Palazzo Nuovo  vede la presenza di collettivi come Cua, Cambiare Rotta e Studenti Indipendenti – insieme ai cittadini di Vanchiglia e ad antagonisti in arrivo da tutta Italia. Un centinaio da Roma, in particolare da Spin Time e dal Quarticciolo ribelle, pullman da Bologna dove capofila c’è il Labas. Presenti esponenti del Leoncavallo e di Cascina Torchiera di Milano, militanti dei centri sociali delle Marche e del Veneto, di Napoli e della Toscana. E ancora dall’estero, in particolare dalla Francia.

Da poco i tre distinti cortei si sono riuniti, difficilmente si riesce ora a scorgere la fine del mare di gente.

Controlli prima del corteo

La polizia ha messo in campo vari controlli per prevenire scontri e tensioni durante i cortei in solidarietà al centro sociale Asktasuna, sgomberato lo scorso 18 dicembre.

Nel corso dei servizi, sono state identificate dalla Polizia di Stato 747 persone, e controllati 236 veicoli e 4 voli aerei.

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