AlessandriaCronaca
Eternit bis, la Cassazione annulla la sentenza d’appello perchè manca la traduzione: processo ancora rinviato
Accolta l’eccezione sulla mancata traduzione: nuove tensioni tra le associazioni delle vittime
CASALE MONFERRATO – Nuovo stop nel lungo iter giudiziario legato alla tragedia dell’amianto di Casale Monferrato. L’11 febbraio 2026 la Quarta Sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di secondo grado del processo Eternit bis, disponendo la trasmissione degli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Torino affinché provveda alla traduzione del provvedimento in una lingua comprensibile all’imputato.
La decisione accoglie l’eccezione sollevata dalla difesa dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, condannato in appello il 17 aprile 2025 a 9 anni e 6 mesi di reclusione per le morti causate dall’esposizione all’amianto nello stabilimento Eternit di Casale Monferrato.
Secondo la Suprema Corte, la mancata traduzione della sentenza di secondo grado – in questo caso in tedesco – costituisce una violazione del diritto alla difesa, tale da determinare la nullità del provvedimento. Gli atti torneranno dunque ai giudici torinesi, che dovranno predisporre la traduzione prima di riattivare i termini per un eventuale nuovo ricorso in Cassazione.
Il processo e i numeri della tragedia
Il procedimento Eternit bis nasce dalla maxi inchiesta avviata nel 2004 sulle conseguenze sanitarie dell’amianto lavorato negli stabilimenti italiani del gruppo. In appello Schmidheiny era stato ritenuto responsabile di decine di decessi legati all’esposizione alle fibre di amianto, nell’ambito di una vicenda giudiziaria che accompagna il territorio da oltre vent’anni.
La Cassazione non è entrata nel merito delle responsabilità, ma ha rilevato esclusivamente il vizio procedurale legato alla lingua della sentenza, con un conseguente allungamento dei tempi processuali e la prospettiva di nuove scadenze legate alla prescrizione.
Le reazioni: amarezza tra le associazioni delle vittime
La decisione ha suscitato forte delusione tra le associazioni delle vittime e i familiari coinvolti nel processo.
L’associazione Sicurezza e Lavoro, parte civile nel procedimento, ha parlato di un nuovo slittamento che rischia di incidere sulla possibilità di arrivare a una piena verità giudiziaria. Il timore espresso è quello di ulteriori prescrizioni per altri casi legati alle morti da amianto.
Dello stesso tenore le reazioni dell’Afeva, l’associazione dei familiari delle vittime di Casale Monferrato, che parla di “ennesima delusione” e sottolinea come, mentre la giustizia si allunga nei tempi, la malattia continua a colpire nuove persone.
I prossimi passaggi
Dopo la traduzione della sentenza d’appello, ripartiranno i termini per una nuova eventuale impugnazione davanti alla Corte di Cassazione. Solo a quel punto potrà essere fissata una nuova udienza davanti alla Suprema Corte.
Nel frattempo, il caso Eternit continua a rappresentare uno dei capitoli giudiziari più complessi e simbolici della storia industriale e sanitaria italiana, tra esigenze procedurali, diritti della difesa e richiesta di giustizia da parte delle comunità colpite.
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