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Da Philadelphia al Piemonte sulle tracce di un partigiano: l’appello di Melissa per ricostruire la storia del bisnonno scomparso a Torino

L’appello è semplice e diretto: chi conosce familiari di Giuseppe Selvaggio (1908–1985), partigiano attivo in Piemonte e residente a Torino, si faccia avanti

Gabriele Farina

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TORINO – C’è un filo sottile che unisce gli Stati Uniti al Piemonte, attraversa l’oceano e torna indietro di ottant’anni, fino ai giorni drammatici dell’8 settembre 1943. È il filo della memoria familiare, quello che oggi Melissa – originaria di Philadelphia – sta cercando di riannodare con un appello pubblicato in un gruppo Facebook locale del Piemonte.

Il suo obiettivo è preciso: rintracciare i nipoti di Giuseppe Selvaggio, partigiano piemontese nato nel 1908 a Vittoria e morto nel 1985 a Torino. Un nome che, nelle pieghe della Resistenza, potrebbe incrociarsi con quello del suo bisnonno, misteriosamente scomparso proprio a Torino dopo l’armistizio.

Un nome, due partigiani, una storia da chiarire

La ricerca non è semplice. Melissa ha scoperto che durante la Seconda guerra mondiale risultano almeno due partigiani piemontesi con lo stesso nome: Giuseppe Selvaggio. Con pazienza e determinazione è già riuscita a contattare, attraverso un gruppo analogo attivo a Lucera, i familiari di uno dei due. Ma per avere un quadro completo, desidera ora parlare anche con i discendenti dell’altro Giuseppe Selvaggio.

Secondo la scheda partigiana in suo possesso, l’uomo sarebbe nato in Sicilia, a Vittoria, nel 1908, ma avrebbe vissuto in Piemonte, con un riferimento al comune di Salassa. Tuttavia, nelle ricerche effettuate negli archivi locali di Salassa, Melissa non ha trovato ulteriori tracce documentali.

Un dettaglio che rende la vicenda ancora più affascinante e complessa: migrazione interna, guerra, Resistenza, e poi il silenzio.

Il mistero del bisnonno scomparso

Il punto di partenza di questa indagine è una storia familiare rimasta sospesa. Il bisnonno di Melissa, presente a Torino nei giorni dell’armistizio, sarebbe scomparso nel caos che seguì l’8 settembre 1943. In famiglia è rimasto il racconto di un partigiano di nome Giuseppe Selvaggio che lo avrebbe aiutato in quel periodo drammatico.

Ma quale dei due?

È per rispondere a questa domanda che Melissa ha deciso di rivolgersi direttamente alla comunità piemontese. “Sto sperando di conoscere meglio la storia di Giuseppe Selvaggio – scrive nel suo appello – sperando che mi aiuti a capire più della storia di mio bisnonno”.

Dietro la richiesta, non c’è solo curiosità storica: c’è il bisogno profondo di dare un volto e un contesto a una figura familiare inghiottita dalla guerra.

La forza dei social nella memoria storica

Negli ultimi anni i gruppi Facebook dedicati alla storia locale e alla genealogia sono diventati strumenti preziosi per ricostruire vicende dimenticate. Incrociando archivi, testimonianze orali e reti di parentela, spesso si riesce a riportare alla luce storie che sembravano perdute.

È già accaduto a Melissa con uno dei due omonimi. Ora la sua speranza è che qualcuno, tra Torino, Salassa o altrove in Piemonte, riconosca quel nome e possa metterla in contatto con i nipoti di Giuseppe Selvaggio.

Un appello alla memoria piemontese

L’appello è semplice e diretto: chi conosce familiari di Giuseppe Selvaggio (1908–1985), partigiano attivo in Piemonte e residente a Torino, si faccia avanti. Ogni dettaglio – un ricordo, una fotografia, un documento – potrebbe essere decisivo per fare luce su una vicenda che intreccia la storia della Resistenza piemontese con quella di una famiglia americana.

Per Melissa, non si tratta solo di ricostruire un albero genealogico, ma di restituire dignità e memoria a un bisnonno scomparso nel momento più buio della storia italiana.

E, forse, di scoprire che tra le pieghe della grande Storia si nasconde ancora una storia di solidarietà, coraggio e umanità che merita di essere raccontata.

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