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Dicevano di servire salsiccia di Bra, ma non era vero: 14 indagati nel Cuneese

Ciò che veniva realmente servito ai clienti era tutto tranne che vera salsiccia di Bra

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CUNEO – La salsiccia di Bra veniva servita come specialità del territorio e riportata sui menu dei locali, ma ciò che veniva realmente servito ai clienti era tutto tranne che vera salsiccia di Bra, prodotto che si consuma soprattutto crudo e che prevede specifici ingredienti, localizzati nel solo territorio della cittadina cuneese, riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (P.A.T.) italiano.

Per questo, la Procura di Asti, competente per territorio, ha aperto una inchiesta e al momento sarebbero quattordici gli indagati tra titolari di pizzerie, ristoranti e bar, tutti nel Cuneese, tra Alba e Bra.

L’indagine dei carabinieri del Nas ha preso il via da un esposto firmato dal Consorzio di tutela e valorizzazione, composto da sette macellerie braidesi. Prodotti forniti ai locali come “salsiccia a base di carne di vitello” o “salsiccia simile a quella di Bra” sarebbero stati presentati agli avventori dei locali come “salsiccia di Bra”, denominazione riservata al tipico prodotto.

Come riporta il Corriere di Torino, nel mirino ci sono i menu dei locali dove compare il prodotto simbolo della cittadina e del territorio, ma la cui provenienza non è certificata dal consorzio di tutela. Nei giorni scorsi sono stati sequestrati diversi chilogrammi di salsiccia, alcuni menu e sono state avviate le indagini.

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