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Allarme Hantavirus al Salone del Libro 2026, Di Perri: “Nessun rischio, precauzioni inutili”

L’infettivologo Di Perri si esprime sui rischi di contagio a poche ore dall’apertura del Salone del Libro

Chiara Scerba

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TORINO – A poche ore dall’inizio del Salone del Libro di Torino e sulla scia delle preoccupazioni scatenate dal nuovo virus in circolazione, arriva la rassicurazione definitiva sul fronte sanitario. Non c’è alcun pericolo legato all’Hantavirus per visitatori e addetti ai lavori.

A sgombrare il campo da ogni allarmismo è il noto infettivologo Giovanni Di Perri, che proprio domani sarà tra i protagonisti di uno dei panel in programma alla kermesse letteraria torinese.

“L’infezione si trasmette dai sintomatici”

Le recenti notizie sui contagi legati ai passeggeri sulla nave da crociera avevano sollevato qualche interrogativo tra il pubblico dei grandi eventi al chiuso. Fortunatamente, la situazione è sotto totale controllo, stando a quanto dichiarato dall’esperto.

“Hanno fatto un’opera molto capillare sull’Hantavirus, con restrizioni legate ai passeggeri della nave e ai loro contatti, sono tutti rigorosamente seguiti”, spiega Di Perri, sottolineando un dettaglio clinico fondamentale: “Non dimentichiamo che si tratta di un’infezione che si trasmette da soggetti sintomatici”.

Niente mascherine o distanziamenti forzati tra i padiglioni, dunque: “Non serve nessuna precauzione. Se dovessimo applicare le limitazioni in modo integralista, sarebbe una restrizione permanente. Non faremmo più nulla, non vivremmo più”.

Malattie esotiche e voli aerei

Allargando lo sguardo oltre l’emergenza contingente, l’infettivologo ha offerto una lucida analisi su come sia cambiato il panorama epidemiologico mondiale. I confini netti che un tempo limitavano le malattie tropicali sono ormai un ricordo del passato.

“La circolazione dei virus oggi avviene sempre più in modo globale”, chiarisce Di Perri. “Quando ho iniziato a studiare le malattie tropicali, queste avevano dei confini geografici piuttosto netti. Oggi siamo 9 miliardi sul pianeta, c’è una densità abitativa molto alta. Con un semplice volo aereo si riesce a trasportare una malattia nel mondo occidentale senza che la persona sia ancora sintomatica”. Non si possono prevenire tutte le malattie rare, ma la sorveglianza sanitaria resta l’arma principale.

Il ruolo centrale dei vaccini

In questo scenario di mobilità globale, Di Perri ha ribadito l’importanza cruciale della vaccinazione, pur con i suoi doverosi distinguo a seconda dei patogeni: “In alcuni casi i vaccini ci proteggono in modo permanente, come accade per il morbillo e l’epatite. Altri, invece, ci proteggono in maniera non completa o non permanente; tuttavia, riducono drasticamente la gravità dell’infezione nel caso in cui dovessimo contrarla”.

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