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CronacaTorino

Flotilla per Gaza fermata da Israele: tra gli attivisti bloccati anche quattro torinesi

Fermati anche altri due piemontesi in Libia nel corso dela missione umanitaria di terra

Gabriele Farina

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TORINO – C’è anche un pezzo di Torino nella vicenda della Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria diretta verso Gaza fermata nelle scorse ore dall’esercito israeliano. Tra gli attivisti e le attiviste coinvolti nell’operazione ci sono infatti quattro persone legate al territorio torinese, mentre altri due partecipanti piemontesi risultano bloccati nella missione di terra in Libia.

La denuncia arriva da un gruppo di consiglieri comunali della Città di Torino, che ha diffuso un comunicato chiedendo l’intervento immediato del Governo italiano e del ministro degli Esteri Antonio Tajani per ottenere protezione e rilascio dei cittadini italiani coinvolti.

Cosa è successo alla Global Sumud Flotilla?

Secondo quanto riferito nel documento, le navi della Global Sumud Flotilla sono state abbordate da Israele in acque internazionali durante la mattinata italiana di oggi, interrompendo la missione che puntava a consegnare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza. Parallelamente, gli attivisti impegnati nella missione di terra risultano bloccati a Sirte, in Libia, già dalla giornata di ieri.

Chi sono i torinesi coinvolti nella missione?

Nel comunicato vengono indicati i nomi delle persone legate al territorio torinese presenti nella missione marittima della flottiglia:

  • Marina Castellano, nata a Torino e residente a Candiolo
  • Gabriele Gardini, nato a Torino e residente a Modena
  • Daniele Gallina, nato a Torino e residente a Bruxelles
  • Adriano Veneziani, residente a Torino

A questi si aggiungono due partecipanti piemontesi coinvolti nella missione terrestre:

  • Leonarda Alberizia, residente ad Albugnano, in provincia di Asti
  • Giuseppina Branca, residente a Cannero Riviera, nel Verbano-Cusio-Ossola

La presenza di cittadini torinesi e piemontesi ha acceso forte preoccupazione a Palazzo Civico, dove esponenti di Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Torino Domani e Movimento 5 Stelle hanno sottoscritto una presa di posizione comune.

La richiesta al Governo italiano

Nel testo diffuso dai consiglieri comunali si parla di “violazione totale del diritto internazionale” da parte del governo israeliano e si chiede che l’Italia si attivi rapidamente sul piano diplomatico.

Gli esponenti politici torinesi chiedono infatti al Governo di:

  • garantire tutela e assistenza ai cittadini italiani coinvolti;
  • intervenire per il loro rilascio;
  • esprimere contrarietà alle operazioni condotte in acque internazionali;
  • sostenere l’apertura di corridoi sicuri per gli aiuti umanitari destinati alla popolazione di Gaza.

Il comunicato sottolinea inoltre le condizioni sempre più drammatiche della Striscia di Gaza, descritta come ormai allo stremo sotto il profilo alimentare, sanitario ed energetico.

“La solidarietà non è un reato”

La missione della Global Sumud Flotilla nasce con l’obiettivo dichiarato di rompere l’assedio marittimo imposto su Gaza e portare aiuti umanitari alla popolazione civile palestinese. Nel documento diffuso dai consiglieri comunali torinesi compare anche una frase netta: “La solidarietà non è un reato”.

Il caso rischia ora di trasformarsi anche in una questione diplomatica per l’Italia, vista la presenza di cittadini italiani tra gli attivisti fermati e bloccati durante la missione.

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