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Gabriele Farina

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TORINO – I Carabinieri delle Compagnie di Susa e Rivoli hanno arrestato nei giorni scorsi quattro uomini sorpresi in flagranza di reato durante un presunto furto di carburante avvenuto presso un distributore di corso Allamano, nell’area tra Torino e Rivoli.

L’operazione è stata condotta dai militari dell’Arma Carabinieri nell’ambito di un servizio di monitoraggio mirato ai flussi anomali di carburante lungo una delle principali direttrici di collegamento del territorio. In particolare, i controlli erano stati intensificati per intercettare eventuali episodi di utilizzo illecito di carburanti aziendali.

La truffa

Secondo quanto ricostruito, un autotrasportatore di 51 anni, dipendente di un’azienda, è stato notato mentre raggiungeva il distributore a bordo di un furgone immatricolato all’estero. L’uomo avrebbe iniziato a riempire alcune taniche collocate nel vano di carico del mezzo, attirando l’attenzione dei militari della Compagnia dei Carabinieri di Susa e della Compagnia dei Carabinieri di Rivoli.

Poco dopo, dal veicolo è sceso un secondo uomo, successivamente raggiunto da due complici arrivati a piedi. I quattro avrebbero collaborato nelle operazioni di rifornimento, con alcuni di loro impegnati anche nel ruolo di “vedette” per evitare controlli esterni.

L’intervento dei carabinieri

L’intervento dei militari ha interrotto l’attività sul posto, consentendo l’avvio immediato degli accertamenti. Le verifiche successive hanno fatto emergere che il 51enne avrebbe utilizzato indebitamente carte carburante aziendali per permettere agli altri tre soggetti di effettuare prelievi illeciti di gasolio.

I quattro uomini sono stati arrestati in flagranza di reato, in concorso tra loro, con le accuse di indebita utilizzazione e falsificazione di strumenti di pagamento. Nel corso dell’operazione i Carabinieri hanno inoltre sequestrato circa 140 litri di carburante già sottratti.

Gli arresti sono stati successivamente convalidati dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torino, che ha disposto nei confronti del dipendente la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le indagini proseguono per ricostruire eventuali ulteriori episodi analoghi e definire con precisione il ruolo di ciascuno dei soggetti coinvolti.

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