Seguici su
Gabriele Farina

Pubblicato

il

TORINO – Operazione della Guardia di Finanza tra Torino e Alessandrino contro il mercato dei dispositivi di protezione contraffatti. Nei giorni scorsi i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino hanno sequestrato 1.300 caschi da moto e da bici pronti per essere immessi sul mercato con marchi contraffatti e privi dei requisiti di sicurezza previsti dalla normativa.

L’intervento, disposto dalla Procura della Repubblica di Torino, ha portato anche al sequestro di 4.500 componenti ancora da assemblare, 3.500 false etichette di omologazione e dell’intera linea produttiva utilizzata dall’azienda finita sotto indagine: 20 macchinari e 101 matrici industriali.

L’operazione rientra nell’ambito dell’indagine denominata “Non ci casco”, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Torino nel settore della contraffazione di accessori per motociclisti.

Produzione industriale di caschi falsi

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, fatta salva la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, l’attività investigativa avrebbe permesso di individuare un’impresa dell’Alessandrino attiva nella commercializzazione e distribuzione, in Italia e all’estero, di caschi per moto e bici con loghi e grafiche riconducibili a marchi noti del settore, ma senza le necessarie autorizzazioni.

Gli investigatori avrebbero raccolto elementi sufficienti per ritenere che all’interno dello stabilimento produttivo venissero realizzati in modo sistematico e su larga scala i dispositivi contraffatti.

I prodotti, una volta assemblati, sarebbero stati venduti sia nel punto vendita dell’azienda, situato in un comune dell’area torinese, sia attraverso piattaforme di commercio elettronico.

Componenti importati dall’estero, soprattutto dalla Cina

Le perquisizioni eseguite presso la sede della società, lo stabilimento e il punto vendita hanno confermato l’esistenza di una vera e propria attività manifatturiera di tipo industriale.

I caschi venivano assemblati utilizzando componenti di provenienza estera, prevalentemente cinese, per poi essere immessi sul mercato come prodotti apparentemente regolari.

Il valore commerciale complessivo del materiale sequestrato è stato stimato in oltre 700 mila euro.

False omologazioni per ingannare i consumatori

Uno degli aspetti più preoccupanti emersi dall’indagine riguarda la sicurezza dei prodotti.

Secondo quanto accertato dai finanzieri, i caschi venivano commercializzati senza rispettare gli standard tecnici obbligatori. Per renderli apparentemente conformi alla normativa, venivano applicate false etichette di omologazione, nonostante i prodotti non fossero mai stati sottoposti ai necessari test di sicurezza.

Un meccanismo che, oltre a configurare una presunta frode commerciale, avrebbe potuto mettere seriamente a rischio la sicurezza di motociclisti e ciclisti.

Le accuse

Ferma restando la presunzione di innocenza fino all’accertamento definitivo delle responsabilità, al legale rappresentante dell’impresa vengono contestati i reati di contraffazione e frode in commercio.

La Guardia di Finanza sottolinea come operazioni di questo tipo siano fondamentali non solo per contrastare la concorrenza sleale nei confronti delle aziende che operano nel rispetto delle regole, ma anche per tutelare la salute pubblica.

L’immissione sul mercato di dispositivi di protezione non certificati rappresenta infatti una minaccia concreta per l’incolumità dei cittadini.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *