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BiellaCronaca

Brucia da otto giorni l’Alta Valsessera, salvato dalle fiamme il Santuario del Cavallero

Alcuni fattori complicano le operazioni, come il malore occorso ieri a un volontario impegnato nello spegnimento

Marco Lovisolo

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COGGIOLA – Tra i numerosi incendi boschivi attivi nella nostra regione, uno dei più estesi e duraturi rimane quello in Valsessera, nel Biellese, che brucia ormai da otto giorni. Il rogo era stato innescato lunedì scorso da un fulmine, che aveva colpito la zona della Punta delle Camosce, sul monte Barone.

La vegetazione secca rappresenta ancora un enorme serbatoio di combustibile e permette all’incendio di continuare ad avanzare nonostante una settimana di operazioni, rese difficili anche dal carattere impervio della zona. Purtroppo, le precipitazioni cadute ieri sul Biellese ancora una volta non hanno aiutato: sulla zona maggiormente interessata dalle fiamme è caduta pochissima acqua, insufficiente per modificare in maniera significativa la situazione. Una coincidenza simile si era verificata già venerdì scorso.

Decine le forze in campo tra Vigili del fuoco (25 unità) e venti volontari Aib con rinforzi provenienti da tutto il Piemonte, oltre a due unità del Coordinamento della Protezione civile di Biella.

Questa mattina un Canadair ha ripreso le operazioni, insieme alle squadre di terra e a un elicottero regionale. Le squadre dei Vigili del fuoco e dei volontari Aib hanno lavorato al contenimento dell’incendio con l’ausilio di personale Dos (Direttore operazioni di spegnimento). Il rogo scendeva dal versante nord-ovest verso il santuario del Cavallero e presso la Piana delle Volpi e Alpe Noveis: gli operatori sono riusciti per il momento a salvare dalle fiamme il santuario e i rifugi, grazie all’organizzazione di cinque presidi a terra che hanno tutelato anche case, rifugi e cascine.

Il fronte principale si sta ora sviluppando lungo la vallata del torrente Sessera, mentre in tutta la zona resta ben percepibile l’odore acre del fumo. Rimane attivo anche l’importante fronte che interessa l’altro versante della montagna, lungo la valle dello Strona sopra Postua, dove il fuoco continua a interessare boschi e aree di alpeggio.
Proprio ieri l’avanzata delle fiamme aveva minacciato alcune baite all’Alpe Selletto. L’intervento dei Vigili del fuoco ha permesso di proteggerle e metterle in salvo. Anche su questo versante la situazione resta delicata e richiede un presidio costante.

L’incendio ha raggiunto anche l’area del Rifugio La Ciota. Secondo quanto comunicato dai gestori sulla pagina Facebook della struttura, l’edificio si è salvato, ma il fuoco ha danneggiato la tubazione dell’acqua e altre attrezzature importanti. La situazione, spiegano dal rifugio, non è ancora tranquilla a causa della presenza di numerosi focolai attivi e del timore che le fiamme possano riprendere vigore. La Ciota potrebbe rimanere chiusa per circa due mesi, il tempo necessario per riparare i danni.

Nella zona dell’incendio, inoltre, il Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte e il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese sono infatti dovuti intervenire ieri pomeriggio, quando un volontario ha accusato un malore. La Centrale Operativa ha disposto il recupero in elicottero. Prima di avvicinarsi alla zona, però, è stato necessario coordinarsi con i Vigili del Fuoco per allontanare tutti i mezzi aerei impegnati nell’incendio, tra Canadair ed elicotteri.

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