CronacaCuneo
“Se torni entro le 10 non ti tocco”, condannati a Cuneo genitori per violenza in famiglia
Il padre è stato condannato a 3 anni e 8 mesi e la madre a 3 anni e 6 mesi per maltrattamenti e lesioni
CUNEO – La paura di rientrare a casa, un telefono rotto, i segni sul collo e le confidenze agli amici. È da questi episodi che è emersa la storia di una ragazza che, ancora adolescente, aveva raccontato alle persone vicine le difficoltà vissute all’interno della propria famiglia.
Ora è arrivata la sentenza del tribunale di Cuneo: il padre è stato condannato a 3 anni e 8 mesi e la madre a 3 anni e 6 mesi per maltrattamenti e lesioni.
La paura di tornare a casa
Nel corso del processo sono stati ascoltati amici, insegnanti e altri testimoni che hanno raccontato il progressivo stato di paura della ragazza, fino al timore di rientrare nella propria abitazione.
Un ex compagno di scuola ha riferito di aver notato graffi e segni sul collo della giovane e di averla accompagnata, insieme a un’amica, prima in ospedale e successivamente dai carabinieri.
La Procura ha ritenuto le dichiarazioni della ragazza «lineari e coerenti», sostenendo che fossero confermate dagli altri elementi raccolti durante le indagini.
Il telefono rotto e le accuse al padre
Tra gli episodi contestati c’è quello relativo alla mancata frequenza scolastica. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il padre, dopo aver scoperto che la figlia non era andata a scuola, le avrebbe rotto il telefono davanti al volto e l’avrebbe poi afferrata per il collo, fino a provocarle difficoltà respiratorie.
La ragazza avrebbe inoltre raccontato di aver subito schiaffi, pugni e il lancio di oggetti.
Anche gli insegnanti hanno riferito di aver osservato nella giovane segnali di forte disagio: secondo le testimonianze, in alcune occasioni sarebbe stata vista tremare e piangere e avrebbe manifestato la paura di tornare a casa.
La difesa: un conflitto familiare e le difficoltà a scuola
La difesa ha fornito una ricostruzione diversa della vicenda, parlando di un difficile conflitto familiare e sottolineando le problematiche che la ragazza avrebbe vissuto anche nell’ambiente scolastico, tra bullismo, ansia e difficoltà di inserimento.
I genitori hanno ammesso alcuni schiaffi, ma hanno negato le violenze più gravi contestate dalla Procura.
Al termine del processo, il tribunale di Cuneo ha pronunciato la sentenza di condanna nei confronti di entrambi i genitori per i reati contestati.
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