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Violenza di genere, dalla Regione Piemonte oltre 2 milioni per lavoro, casa e prevenzione
Per la prima volta viene inoltre finanziata una linea specifica per i minori vittime di violenza assistita
PIEMONTE – Oltre 2 milioni di euro per aiutare le donne vittime di violenza a costruire un percorso concreto verso l’autonomia. È il contenuto dei due nuovi provvedimenti approvati dalla Regione Piemonte, che mettono a disposizione complessivamente 2 milioni e 7.500 euro per interventi su lavoro, indipendenza economica, abitazione e prevenzione.
Una parte delle risorse, 1.788.500 euro, arriva dalle azioni previste dal Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne. Altri 219 mila euro sono destinati al rafforzamento dell’orientamento, della formazione e dell’autonomia economica.
Per favorire l’inserimento e il reinserimento lavorativo sono previsti 450 mila euro, destinati a un massimo di 15 progetti da 30 mila euro ciascuno. I percorsi potranno comprendere formazione, tirocini, accompagnamento al lavoro, sostegno all’autoimprenditoria attraverso il microcredito e aiuti per superare ostacoli concreti, come il conseguimento della patente.
Altri 219 mila euro serviranno a rafforzare l’autonomia economica attraverso cinque reti territoriali, con i Centri antiviolenza come capofila. Un facilitatore accompagnerà le donne nell’accesso alle opportunità presenti sul territorio, mettendo in rete Centri antiviolenza, Centri per l’impiego, servizi per la formazione e strumenti di conciliazione tra lavoro e famiglia.
Sul fronte della casa sono previsti 450 mila euro per favorire l’autonomia abitativa delle donne, sole o con figli, che stanno completando il percorso di uscita dalla violenza. La misura coinvolgerà i 23 Centri antiviolenza piemontesi e le otto Agenzie sociali per la locazione dei capoluoghi di provincia. Il contributo potrà coprire fino a otto mensilità di affitto e, entro lo stesso limite, anche l’eventuale cauzione.
Per la prima volta viene inoltre finanziata una linea specifica per i minori vittime di violenza assistita. Sono disponibili 284.500 euro per un massimo di cinque progetti, attraverso poli territoriali che coinvolgeranno Centri antiviolenza, Case rifugio, servizi socio-assistenziali, aziende sanitarie ed équipe specializzate. L’obiettivo è garantire un sostegno specifico ai bambini e ai ragazzi che assistono alla violenza in famiglia.
La Regione investe anche sulla prevenzione, con 604 mila euro complessivi. Di questi, 340 mila saranno destinati a progetti nelle scuole su violenza di genere, stereotipi e relazioni basate sul rispetto. Altri 264 mila finanzieranno iniziative rivolte a Centri famiglia, luoghi di lavoro, università, enti pubblici e privati e Terzo settore.
“I numeri ci dicono quanto l’indipendenza economica sia parte integrante del percorso di libertà di una donna – dichiara l’assessore regionale alle Pari Opportunità Marina Chiarelli –. I dati di Telefono Rosa Piemonte ci consegnano un dato che pesa: il 54% delle donne prese in carico non dispone di autonomia economica. Dietro questa percentuale ci sono donne per le quali decidere di andare via può voler dire chiedersi dove vivere, come mantenersi e come occuparsi dei propri figli. È esattamente in quel passaggio che le istituzioni devono esserci. Con questi due provvedimenti mettiamo in campo oltre 2 milioni di euro e costruiamo un percorso che tiene insieme lavoro, casa, indipendenza economica e prevenzione. Allo stesso tempo rafforziamo l’attenzione verso i bambini e i ragazzi vittime di violenza assistita, perché la violenza vissuta dentro una casa coinvolge anche chi la vede, chi la ascolta e chi cresce nella paura. Uscire dalla violenza non può significare soltanto mettersi al sicuro: deve significare poter tornare a scegliere della propria vita. Il nostro obiettivo è accompagnare le donne e i loro figli dalla protezione alla piena autonomia, dando loro strumenti concreti per ricominciare”.
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